Il comandante Bruno salutato al canto spontaneo di “Bella ciao”

Un fischiettio leggero si è sollevato fuori dalla chiesa dove si è svolto il funerale del partigiano Paride Brunetti. Don Alberto: “Ha avuto nel cuore la sete e la fame di giustizia”

Finerale Paride BrunettiIl comandante Bruno è stato salutato dal fischiettare di “Bella ciao”. Il funerale di Paride Brunetti si è svolto nella chiesa quasi piena della Sacra famiglia, nel quartiere Prealpi. All’uscita del feretro, i presenti martedì pomeriggio hanno salutato l’amico con un commovente fischiettio leggero, poi trasformatosi in vero e proprio canto. Parole spontanee, non studiate da nessun coro, per dare l’ultimo saluto al partigiano scomparso domenica mattina.
«Non aveva certo paura della morte, seppur nella drammaticità della sua esistenza – ha spiegato nella sua omelia il parroco don Alberto Corti -. Ha sentito vicino la morte, ma ora no. Ha avuto nel cuore la sete e la fame di giustizia. Con grande attenzione a ciò che gli stava attorno e non solo a stesso. Mi parlava spesso del concetto di bene comune, a partire dalla famiglia fino ad arrivare anche ad altre argomentazioni. Adesso lo affidiamo a Dio perché trovi quella pace e giustizia che è andato cercando per tutta la vita».

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Al termine della cerimonia ha preso la parola Angelo Proserpio che ha parlato a nome del sindaco e della città. Brunetti infatti era anche stato candidato alle ultime elezioni comunali proprio nella lista di Proserpio. «Paride sei stato un esempio di cittadino di pace, a partire da quella tua e nostra primavera spirituale che fu la Resistenza – ha dichiarato commosso -. La tua vita sintetizza tutta la nostra storia recente: hai visto lo smarrimento dell’uomo in Russia, organizzato la resistenza sui Funerale Paride Brunettimonti di Belluno. Non hai mai cercato il facile successo, il privilegio o il potere, arrivando anche a rifiutare il titolo di colonnello dell’esercito: sarebbe stato facile ma non lo hai fatto. Ci hai insegnato e non discriminare, che la verità che cerchiamo è nelle parole dell’altro di fronte a noi».

Presenti, vicino al dolore di figli, nuore e nipoti di Paride, anche molte delegazioni dell’Associazione nazionale partigiani: oltre a quelle di Saronno, con il presidente Aurelio Legnani, e a quella provinciale, con il presidente Angelo Chiesa, vi erano le delegazioni da Belluno e da Feltre. Tra le autorità, il sindaco Luciano Porro con fascia tricolore, il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi e diversi assessori. Presenti poi molti esponenti della politica cittadina, come il consigliere regionale Rienzo Azzi e l’assessore provinciale Alessandro Fagioli.
«Per 40 anni sono stato al tuo fianco e ne sono fiero – ha concluso l’amico Aurelio al temine della cerimonia -. Con te se ne va un pezzo di storia, ma quella vera, quella della Resistenza. Grazie e ciao Bruno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 gennaio 2011
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