Il Falcone? Una buona scuola, con qualche difetto

Il consigliere provinciale Giampaolo Livetti racconta il sopralluogo della Commissione Patrimonio della Provincia alla nuova scuola, dopo i disagi segnalati a novembre

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto del sopralluogo all’Ipc Falcone, redatto dal consigliere provinciale Giampaolo Livetti. Un racconto e un’analisi che si sofferma sui disagi segnalati dagli studenti, ma anche sulle potenzialità del nuovo plesso scolastico gallaratese.

Anche a seguito delle note polemiche registrate a più riprese dalla stampa per l’inaugurazione dell’Istituto Falcone, con lo show non del tutto esaltante della Gelmini (forse i ragazzi erano stati mandati a casa per non preoccuparli), ho richiesto al Presidente della Provincia di Varese di effettuare un sopralluogo all’edificio della Commissione Consiliare Patrimonio, di cui faccio parte. Avevamo seguito infatti l’evolversi del progetto negli anni precedenti, quando il cantiere stava affrontando le sue complessità: mi pareva corretto che la Commissione verificare il risultato finale, anche alla luce delle polemiche recentemente emerse.

Il 21 dicembre dunque, ore 15.00 ecco il sopralluogo, alla presenza dell’Assessore Provinciale Bottini, di un Assessore di Gallarate, di un Responsabile Tecnico della Provincia, di un Tecnico dello Staff di progetto, di un Insegnante del Falcone, Ingegnere, responsabile della sicurezza. L’esordio non è dei migliori: si tenta di trasformare la mia richiesta di sapere in una contestazione di carenze, che dovrei elencare ai presenti. Non sono nuovo ai trucchi di scena della politica, e chiedo che venga letta la mia interrogazione dove, tra virgolette, vengono citate le dichiarazioni dell’amministrazione di Gallarate che riconosce che qualche carenza c’è stata, e di Bottini che dichiara che, in fase di collaudo, bisogna verificare: siamo lì per quello. 
All’inizio qualcuno parla di mancanza di tende, per cui il sole avrebbe procurato inconvenienti, amplificati dai ragazzi; mi sembra una banalizzazione. Poi emerge una verità semplicissima: si è fatta una corsa contro il tempo per inaugurare all’inizio dell’anno scolastico, come promesso, per cui alcuni “dettagli” non erano a punto. E qui incomincio a capire meglio: l’opera, che non è costata poco, doveva essere presentata prima della campagna elettorale 2011, altrimenti… non serviva. D’altro canto i difetti sarebbero stati sbandierati dai ragazzi alla Gelmini; alle contestazioni generali sulla “riforma” sarebbero state sommate le contestazioni sull’edificio: sai che campagna elettorale, dopo tutto quel che è costato il Falcone? Quindi… “tutti a casa”. A questo punto, giustamente, i ragazzi si arrabbiano. Poi la Gelmini fa dichiarazioni, e questo, da solo, fa innervosire…
Torno mentalmente alla Commissione e dichiaro quello che, qualche giorno prima, ho detto in un incontro tra studenti: il Falcone, per la sua posizione centrale, vicino alla stazione e servita dai mezzi, è una soluzione ottimale. In Provincia, per anni, con l’apporto del Prof Revelli, Consigliere di Rifondazione, avevamo denunciato i tempi morti del pendolarismo, e questa è una soluzione. Si sono spesi soldi in più anche perché si è dovuto mantenere un edificio di archeologia industriale della preesistente fabbrica, e queste sono operazioni corrette, ma costose. Si sono riuniti poi in un solo plesso scuole disperse per Gallarate. Vengo interrotto dall’Assessore di Gallarate per sapere se queste cose le ho dette in una riunione che si è tenuta in un ristorante; devo rispondere che non ho questa cultura di governo…
Giro per la scuola: gli spazi ci sono, anche se il problema che avevo sollevato è quello della didattica a più di trenta alunni, invece che a venti. Forse l’unico che può rispondere, però, è il Ministro all’Istruzione(no, che c’entra la Gelmini? Tremonti!) L’impianto di condizionamento è computerizzato, ma alcune aule sono decisamente più fredde: non ci vorrà molto per sistemarle. La scala è monumentale, ma chi l’ha detto che in una scuola non debba esserci anche un poco di estetica? Dal punto di vista squisitamente formale ( sono pur sempre architetto) l’edificio mi piace, anche se soffre del limite di tutta l’architettura “nostrana”: non ha rapporti con la natura. Pensiamolo con un po’ più di spazio verde a valorizzarlo, con la natura che negli anni lo caratterizza: il liceo di viale dei tigli è forse meno bello, però più attraente(fuori). Il Falcone,penso, è oggi come un buon piatto gustato dopo una trippa alla romana, cui seguirà un panettone farcito. D’altro canto, con quel che costa il terreno oggi! Eppure Vitruvio dichiarava… Vengo riportato alla realtà dall’Assessore di Gallarate che al bar dell’Istituto esclama:”Allora Professore, voglio leggere sul giornale di domani come ha trovato bella questa scuola!” A pochi giorni da Natale non rispondo, lo saluto con cordialità, ma devo scappare: ex colleghi del Liceo mi aspettano per un caffè. Mi avvio a piedi, e intanto penso a questo Istituto, nato per 1.200 alunni, che già ne ospita 1.500, usato come propaganda elettorale, ma che indipendentemente dalle piastrelle di lusso nei bagni durerà decenni e formerà migliaia di giovani.   Penso alla scuola di Don Milani, con 6 alunni, e a come sia difficile insegnare passando in ruolo a 40 anni, quando va bene. Penso alla Chiesa cattolica, che fa passare per la scuola le sue risorse migliori (moltissimi Vescovi sono stati Insegnanti e Presidi ), mentre lo Stato fa sentire gli insegnanti un peso economico per la collettività. Penso ai tagli italiani sulla scuola e agli investimenti stranieri. Penso preoccupato che nell’incontro i ragazzi avevano parlato della scuola come “dovere”, mentre dovrebbe essere un piacere. Sento però che con lo studio razionale della realtà, grazie alla scuola e all’esperienza, riusciranno ad affrontare il “non futuro” che abbiamo preparato loro. Entrando nel bar esclamo:”l’importante è che siano felici”. Gli ex colleghi mi guardano preoccupati: allora è vero che se si va in pensione si rincoglionisce…  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2011
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