“Il nostro caffè andava a ruba, ora ci licenzieranno”

I lavoratori della Alice Allison, l'azienda che produceva le cialde compatibili con le macchine Nespresso, sono a rischio dopo la sentenza che blocca la produzione. Tra loro anche alcuni frontalieri

finte nespresso ritirate dal commercio dennerQuando lo scorso dicembre sono stati assunti la sfida era allettante. Lavorare per una piccola impresa, l’Alice Allison del Ticino (trasferita poi a Grono nei Grigioni), che stava tenendo testa alla concorrenza di un colosso come Nestlé. La ditta svizzera produceva infatti delle capsule compatibili con l’esclusiva macchina del caffè Nespresso, quella pubblicizzata dall’affascinante George Clooney. In un solo mese l’azienda ha dovuto assumere personale per far fronte alla crescente domanda dei consumatori che sugli scaffali della Denner, una catena di supermercati del gruppo Migros, potevano trovare quattro tipi di cialde, simili alle originali ma a prezzo dimezzato (intorno ai 30 centesimi).

Per i dipendenti, come racconta uno di loro al nostro quotidiano,  il successo dell’azienda faceva ben sperare. Gli assunti nel frattempo erano diventati venticinque. Alla Denner nel solo mese di dicembre la domanda dei clienti era altissima e la produzione faceva addirittura fatica a restare al passo con la richiesta di consumo. 
Il lavoro era cresciuto molto, tanto da richiedere anche di organizzare la produzione su più turni. Tutto bene quindi, fino alla decisione di cui abbiamo dato notizia alcuni giorni fa, del tribunale di San Gallo. 

La corte, ascoltando le ragioni della Nestlé, ha imposto alla Denner di ritirare le capsule dal mercato. Tanto immediato è stato l’obbligo di far sparire il caffè dagli scaffali quanto lo è stata la lettera che ha raggiunto i 25 dipendenti, tra cui anche alcuni italiani frontalieri. Ai lavoratori è stata data la notizia ufficiale della sospensione di tutte le attività almeno fino a quando il tribunale di San Gallo si pronuncerà con una sentenza definitiva. Tutto ciò significa in altre parole che i dipendenti possono dire addio – per ora solo provvisoriamente – al proprio impiego ma rischiano anche di non vederlo mai più confermato se il giudice non dovesse cambiare idea. La Denner avrà a disposizione dieci giorni per comunicare al magistrato la propria posizione.

Il titolare dell’azienda produttrice, interpellato da VareseNews, preferisce non rilasciare commenti mentre il gruppo della grossa distribuzione, tramite il Ceo, Peter Bamert, ha dichiarato di non volersi arrendere «Contro questa decisione ci opporremo con tutti i mezzi legali a nostra disposizione. Nespresso tenta di tenere lontano dal mercato prodotti concorrenziali. Un comportamento che non può essere tollerato nell’ambito della libera concorrenza e per i consumatori», ha concluso Bamert.
L’Alice Allison non è l’unica azienda al mondo ad aver tentato il business delle cialde compatibili con la macchina Nespresso, ne esistono anche altre due che attualmente fanno concorrenza alla Nestlé.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 gennaio 2011
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