“Il sexy shop vicino alla chiesa? Altro segno di un mondo che cambia”

Monsignor Erminio Villa è il parroco della città e commenta la possibile apertura dell’esercizio a luci rosse a due passi dalla chiesa. A breve la questione in Giunta

Monsignor Erminio VillaIl Sexy Shop che potrebbe aprire vicino alla chiesa Parrocchiale di Tradate, in pieno centro, è al centro delle cronache cittadine e non solo. Ad intervenire è anche il parroco, monsignor Erminio Villa: «Il caso di cui si parla certamente coinvolge anche la comunità cristiana che coglie anche in questo fatto un altro segno di un mondo che cambia».
La titolare del negozio a luci rosse ha recentemente chiarito di non voler mettere nulla in vetrina; dovrebbe aprire in via De Simone a pochi metri dalla libreria religiosa san Carlo e a duecento metri dalla chiesa Santo Stefano. La proprietaria avrebbe tutte le carte per poter aprire a febbraio, ma l’amministrazione comunale sta cercando una mediazione per far almeno spostare l’esercizio. L’argomento sarà anche trattato dalla Giunta durante la seduta di giovedì sera. Intanto il parroco spiega la propria posizione, nella quale sottolinea come il sexy shop non sia l’unico elemento «a costituire motivo di preoccupazione: del resto, ci sono anche tanti altri fattori, legati, ad esempio, al mondo dei divertimenti in genere (dalle sale cinematografiche alle sale giochi): quale tipi di spettacolo vi si propongono? quale uso dei soldi viene favorito? e, in ultima analisi, quale idea di uomo passa?»  
«Da questo tipo di considerazioni – conclude il parroco – si capisce che la Chiesa sente come sempre più urgente la formazione delle coscienze alla luce del Vangelo. Ne è prova la linea scelta dall’episcopato italiano per questo secondo decennio del Duemila, che chiama tutti ad assumere responsabilità condivise in campo educativo: se ciascuna delle agenzie a ciò deputate (dalla famiglia alla scuola, dal comune alla parrocchia e alle associazioni…) si impegna nel campo di sua competenza, ma sa anche mettersi in rete, allora possiamo guardare al futuro con ragionevole speranza, nonostante le molte problematiche aperte».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2011
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