Il sindacato di Polizia contro il film su Vallanzasca

Il sindacato autonomo Coisp ha previsto una serie di volantinaggi davanti ai cinema che proiettano la pellicola diretta da Michele Placido. Maccari: «Operazione di negazionismo storico»

Il sindacato autonomo di Polizia  Coisp contro il nuovo film di Michele Placido dedicato alla storia di Renato Vallanzasca, il bandito milanese che ha seminato il terrore negli anni ’70 e ’80. Davanti a tutti i cinema che lo proiettano in questi giorni verrà effettuato un volantinaggio per ricordare chi è stato Vallanzasca. L’iniziativa è partita da Palermo e si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale.

«Basterebbe solo guardare il promo, che in questi giorni pubblicizza il film che racconta la vita omicida e delinquenziale di Renato Vallanzasca, per decidere che non si può pagare un biglietto per guardare il racconto della vita di un uomo che ha ucciso. Quella pubblicità, che sta scorrendo anche sulle reti della Tv di Stato, racconta di quanti omicidi quest’uomo ha commesso, quante rapine, quanti atti delinquenziali ed a quanti anni di carcere è stato condannato».

E’ dura la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, davanti al battage pubblicitario che sta accompagnando l’uscita del film diretto da Michele Placido ed interpretato da Kim Rossi Stuart e che racconta la vita del pluriomicida Vallanzasca.
«L’Italia – continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – non riesce a costruire il suo futuro per colpa di una politica avvitata sui “vizietti”, veri o presunti, del capo del Governo ma, cosa ancor peggiore, sta foraggiando operazioni di negazionismo storico che significa cancellare il sangue di tutte quelle vittime che Vallanzasca ha lasciato dietro di sé. Una scia di odio, violenza e male irrazionali».

«Il Coisp – dice ancora Maccari – il 20 gennaio sarà a Bari per continuare la protesta iniziata ieri a Palermo, dove i colleghi hanno distribuito volantini contro questa ignobile operazione che di culturale non ha nulla e nei giorni successivi saremo in tante città, in particolare quelle delle vittime di Vallanzasca, Dalmine-Treviglio- Bergamo-Milano-Montecatini, accanto ai familiari a cui il tempo non è bastato per cancellare il dolore dal cuore. Mentre pare che l’Italia abbia già dimenticato le ferite ancora aperte lasciate da quei fatti che hanno costituito la pagina più nera della storia di questo Paese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 gennaio 2011
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