Inchiesta su Accam, in 23 restano indagati

Chiusa dopo sei anni l'indagine su traffico illecito di rifiuti e turbativa d'asta. La metà degli indagati esce dal fascicolo ma restano in pedi le ipotesi. Chiesta l'archiviazione per Caianiello ma non per Mucci e Mondelli

Dopo oltre 6 anni si chiude l’inchiesta della Procura di Busto Arsizio denominata Grisù e che ipotizzava un traffico illecito di rifiuti, turbativa d’asta e falsificazioni di documenti nella gestione dell’inceneritore Accam. Era il 2005 quando la Procura di Busto, insieme ai carabinieri di Busto Arsizio e i militari del Noe rendevano pubblica l’inchiesta che ha coinvolto ben 46 persone, la metà delle quali uscite dall’inchiesta, con 7 arresti in carcere, 12 domiciliari e 7 decreti di sequestro.

L’inchiesta ha seguito vari aspetti della gestione di Accam. Partì da accertamenti sulla conduzione dell’impianto di incenerimento, scoperchiando progressivamente una cordata di imprenditori disposti a tutto pur di risparmiare sui costi di smaltimento, frodando il fisco e mettendo a rischio la salute pubblica. Secondo gli inquirenti presso l’inceneritore Accam si bruciavano, con la complicità della società di gestione dell’impianto, rifiuti che per tipologia non potevano esservi distrutti, oppure con codici di identificazione impropri, sempre per beneficiare di costi inferiori a quelli dello smaltimento regolare. Almeno 10.000 le tonellate di alimentari smaltiti in questo modo. In seguito si indagò anche su una possibile turbativa d’asta in merito all’assegnazione ad una ditta “non gradita” la gestione del termovalorizzatore, dei rifiuti di combustione da esso prodotti e di quelli stoccati nel piazzale.

Il sostituto procuratore Roberta Colangelo, che ha ereditato l’inchiesta da Cristiana Roveda, ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini e, dopo i venti giorni nei quali gli indagati possono chiedere di essere interrogati o depositare memorie, farà richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Nicola Mucci, ex-sindaco di Gallarate, accusato di turbativa d’asta insieme all’allora direttore di Accam Giosaffatte Mondelli. Chiesta, invece, l’archiviazione per altri due indagati eccellenti: Sergio Parini, presidente di Accam spa all’epoca dei fatti, e Nino Caianiello, presidente di Amsc e coordinatore provinciale del Pdl. Restano in piedi le accuse di traffico illecito di rifiuti che coinvolge numerosi imprenditori di varie zone del nord Italia.

«Questo procedimento – spiega il difensore di Mondelli, Vittorio Celiento – finirà con la prescrizione. Un fatto increscioso perché in caso di colpevolezza non ci saranno conseguenze, in caso di estraneità ai fatti l’indagato non avrà mai la riabilitazione che solo una sentenza di piena assoluzione può concedere. Il mio assistito, intanto, ha è stato in carcere oltre due mesi e per quasi 6 anni è stato tenuto in scacco da una vicenda giudiziaria non definita. Eppure la maggior parte dei reati contestatigli sono già caduti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2011
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