Indignatevi, basta poco

Trentadue pagine, tre euro. Stéphane Hassel, classe 1917, ha pubblicato in Francia un libricino, che, nel giro di pochi mesi, ha superato le 850.000 copie

Trentadue pagine. Tre euro. Basta poco, in fondo, per riscoprire l’entusiasmo e lasciarsi alle spalle la depressione indotta da un presente sul quale – sembrerebbe – non riusciamo più ad incidere né individualmente né collettivamente. Stéphane Hassel, classe 1917, sul finire del 2010 ha pubblicato in Francia un libricino, che, nel giro di pochi mesi, ha superato le 850.000 copie. Certamente, la diffusione è stata agevolata dal prezzo (tre euro, appunto) e dalle dimensioni. Certamente anche dalla posizione che si è conquistato nelle librerie (accanto alla cassa). Soprattutto, pensiamo, per il titolo, asciutto e diretto e, nello stesso tempo, fortemente suggestivo, alla luce delle tensioni sociali e politiche che hanno attraversato la Francia, come gran parte d’Europa, negli ultimi anni: Indignez-vous! Potrebbe sembrare singolare o bizzarro che sia proprio un vecchio di 93 anni ad incitare all’indignazione. Ma Stéphane Hassel può permetterselo. Nato a Berlino da padre ebreo, si trasferisce a Parigi con la famiglia nel 1924. Naturalizzato nel 1937, viene subito chiamato alle armi allo scoppio della guerra. Nel 1941 raggiunge De Gaulle a Londra, per sbarcare poi clandestinamente in Francia nel marzo del 1944. Nel luglio dello stesso anno è arrestato dalla Gestapo, torturato e deportato a Buchenwald. Riesce a sfuggire all’impiccagione cambiando identità con quella di un compagno di prigionia morto di tifo; viene quindi trasferito in un campo di lavoro, da cui riesce ad evadere. Di nuovo arrestato, di nuovo riuscirà a fuggire e a raggiungere le truppe alleate che stanno liberando la Francia. Dopo la guerra intraprende la carriera diplomatica presso l’Onu. Qui partecipa ai lavori della commissione impegnata nella redazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948). Negli anni, Hassel non cesserà di militare: a sostegno dell’indipendenza dell’Algeria o, in anni più recenti, per denunciare le condizioni di vita degli abitanti della striscia di Gaza.
Questo vecchio militante, a 93 anni, consapevole di essere arrivato alla tappa conclusiva della sua esistenza, come dichiara in apertura, si rivolge ai suoi contemporanei. Anche al suo sguardo, il presente sembra, inspiegabilmente, aver tradito le illusioni e i sogni che si manifestarono nel secondo dopoguerra: le conquiste sociali maturate dall’esperienza della Resistenza sembrano rimesse in discussione. Abbiamo il dovere, scrive, di vigilare tutti affinché la nostra società resti una società di cui andare fieri: non quella dei sans-papier, delle espulsioni, del sospetto verso gli immigrati; non la società in cui sono rimesse in discussione le pensioni, le garanzie dello Stato sociale, in cui i mezzi di comunicazione sono nelle mani di pochi ricchi. È un mondo, questo, che non piace ad Hassel e in cui non è facile indignarsi. Un mondo in cui non si capisce bene chi governa e chi decide; in cui le sfumature politiche sono così sottili da confondersi in un’imprecisata tonalità di grigio. Un mondo in cui il primo ostacolo da superare è l’indifferenza, che sembrerebbe aver anestetizzato le coscienze. Un mondo in cui cresce sempre di più il divario tra chi è sempre più ricco e chi è sempre più povero; in cui ciò che è espresso nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è contraddetto quotidianamente dalle pratiche di quegli stessi Paesi che si vantano di averla sottoscritta.
E allora? E allora, suggerisce Hassel ai giovani, basta guardarsi intorno per scoprire mille buone ragioni per indignarsi. Pacificamente, ma in modo risoluto. È questo il primo passo verso l’impegno, che può aprire nuovi spiragli alla speranza.
Una lettura decisamente rinfrescante anche per noi, oggi, in Italia.

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In Italia il libro di Stéphane Hessel uscirà nelle librerie il 15 febbraio prossimo con la traduzione di Maurizia Balmelli per Add Edizioni. L’edizione italiana di "Indignatevi!" è ampliata da due appendici: l’appello degli ex partigiani francesi alle giovani generazioni (Appel des Résistants aux jeunes générations, di cui Stéphane Hessel è uno dei firmatari) e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uo- mo alla cui stesura prese parte Stéphane Hessel. Prezzo 5 euro, 64 pagine, formato 16,5×10,5

 



 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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