Influenza, meglio farsi vaccinare

In aumento i casi nella Confederazione elvetica. I cantoni più colpiti sono il Ticino e i Grigioni

L’influenza stagionale si è ormai diffusa a tutta la Svizzera. La maggioranza degli ammalati ha contratto il virus A(H1N1), indica l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sul suo sito internet.

L’epidemia è particolarmente diffusa in Ticino e nei Grigioni, seguiti da Ginevra, Neuchâtel, Vaud e Vallese. La regione con meno casi è la Svizzera nordoccidentale. Maggiormente colpiti sono i giovani tra i 15 e i 29 anni, mentre i meno toccati sono gli ultra sessantacinquenni. Durante la prima settimana dell’anno i medici che partecipano al sistema di sorveglianza Sentinella hanno segnalato 33 casi sospetti di influenza per mille consultazioni. Nell’ultima settimana del 2010 erano appena 18. Ciò corrisponde a 196 visite mediche dovute all’influenza per 100’000 abitanti. La soglia epidemica (72 consultazioni per 100’000 abitanti) era già stata superata alla fine dell’anno.

“Le persone vaccinate nel 2009/2010 contro l’influenza suina non sono più protette – avverte l’UFSP – che conferma la sua raccomandazione di vaccinazione contro l’influenza stagionale, consigliandola in particolare alle donne in gravidanza e ai giovani adulti affetti da malattie croniche, per evitare possibili gravi complicazioni.

Le osservazioni effettuate in altri Paesi indicano che la malattia, al pari del 2009, è di tipo benigno per la maggior parte delle persone finora infettate. Ma la situazione può aggravarsi, soprattutto per gli adulti d’età inferiore ai 65 anni affetti da malattie croniche e per le donne in gravidanza. Pertanto l’UFSP ricorda a queste persone che è venuto il momento di farsi vaccinare, se non vi hanno già provveduto.

La protezione vaccinale è importante soprattutto per i seguenti gruppi a rischio: 
• donne in gravidanza;
• persone affetti da malattie croniche quali, malattie cardiache e polmonari (per esempio asma bronchiale); disfunzioni metaboliche con ripercussioni sulla funzione cardiaca, polmonare o renale (per esempio diabete o importante sovrappeso, BMI ≥ 40); immunodeficienza (per esempio infezioni HIV; cancro);
• bambini nati prematuramente, a partire dall’età di sei mesi per i primi due inverni dopo la nascita.

Ma è consigliabile anche per:
• residenti di case di cura e di riposo, e pazienti di istituti per malattie croniche;
• persone a partire dai 65 anni.

La raccomandazione è estesa in linea di massima alle persone che sono in contatto con gruppi 
a rischio e con lattanti d’età inferiore ai 6 mesi che non possono ancora essere vaccinati. Ad eccezione dei gruppi a rischio l’A(H1N1) è relativamente inoffensivo e può essere curato come qualsiasi altro virus dell’influenza. 
Come ogni anno, il vaccino antinfluenzale di questo inverno contiene componenti atte a combattere i virus attualmente in circolazione. Quest’anno si è aggiunto il virus H1N1 che, apparso nel 2009, era stato all’origine di una pandemia. Visto che l’anno scorso il virus H1N1 aveva contagiato molte persone, ora immuni, si presume che l’epidemia di questa stagione non debba essere di grandi proporzioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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