La Corte dei Conti indaga sullo stipendio dell’ex direttore

La magistratura contabile ipotizza un danno erariale per l'aumento a Giancarlo Durante, il cui stipendio fu raddoppiato nel 2007, a tre mesi dalla pensione

Le contestazioni sulle nomine di presidente e direttore non sono l’unico fronte caldo di 3SG-Camelot. Ad agitare le acque, in via Sottocorno, c’è anche l’indagine della Corte dei Conti sul pensionamento, nel 2007, dell’ex direttore Giancarlo Durante, che guidò con piglio decisionista la struttura sanitaria fino a quell’anno, quando fu sostituito da Franco Rudoni.
La magistratura contabile – insieme a quella ordinaria – vuole capire se vi sia stato un danno erariale per l’Inpdap, l’ente previdenzale dei dipendenti pubblici: a poco più di tre mesi dal collocamento a riposo, infatti, l’azienda – presieduta in quel momento dal forzista Roberto Bosco – deliberò di aumentare lo stipendio di Durante, portandolo da 200mila a 400 mila euro annui. E questo, ovviamente, si è trasformato in un aggravio non da poco per l’Inpdap, essendo la pensione del dirigente legata in parte alla retribuzione dell’ultimo periodo.
L’Inpdap ha chiesto conto all’azienda di quella operazione, ma le carte pare non siano mai arrivate alla sede dell’ente previdenziale. La Corte ha stabilito la legittimità della pensione, ma ha a sua volta aperto una indagine sul procedimento che portò al raddoppio di stipendio. A novembre il presidente Franco Liccati – che ora non è più presidente – ha ricevuto la sentenza, ha riesaminato tutti gli atti e ha scoperto che c’era stato un errore nel calcolo della pensione dell’ex dirigente fatto nel 2007. E subito dopo ha mandato tutta la documentazione alla Corte. A questo punto la grana passa nelle mani del successore di Liccati, Paolo Caravati: "Stiamo approfondendo e facendo le verifiche, stiamo agendo  per tutelare il nome di 3SG. Però posso dire che l’azienda ha pagato solo 1/14 dei 400mila euro di cui si parla". Insomma, lo stipendio per Durante sarebbe stato limitato. Mentre rimane il peso sull’ente previdenziale. "La questione ha creato qualche malumore, qualche famiglia di ospiti è venuta da me a chiedere" dice ancora Caravati, che dà la colpa alle "strumentalizzazioni" dell’opposizione: "chiedere l’intervento del consiglio comunale mi sembra una diminutio, sappiamo bene cosa fare". E rinnova l’invito ai consiglieri ad andare in via Sottocorno per discutere di fronte ai dati, evitando uscite sui giornali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2011
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