“La cultura a Cardano è Kultura di parte”

La coordinatrice del PdL Milena Melato critica la stagione teatrale proposta dall'amministrazione: "Primo spettacolo antisemita, il secondo scritto e interpretato da donne della sinistra"

"Scenaperta Off, ovvero la kultura sul palcoscenico". La coordinatrice del Pdl Milena Melato non risparmia critiche alla "stagione teatrale ideologicamente orientata proposta dall’assessore Laura Prati", che è iniziata domenica scorsa al Cinema Teatro Auditorium di Cardano al Campo. La Melato solleva alcune questioni sulla scelta degli spettacoli, giudicata eccessiva, anche rispetto all’idea della "cultura come arma di propaganda politica"

A finire nel bersaglio della coordinatrice del PdL è già il primo spettacolo, "paradossalmente messo in scena in occasione della Giornata della Memoria dell’Olocausto": "è quello che il Wall Street Journal nel 2009 definì «una sceneggiata antisemita»
Per questo secondo la Melato si fa "kultura", "pura ideologia della peggior specie" pagata con i soldi dei contribuenti. "Soprattutto in tempo di crisi e di ristrettezze nei bilanci comunali e nei budget familiari, la spesa pubblica dovrebbe essere gestita nella maniera più oculata possibile, nel rispetto delle priorità e delle esigenze più stringenti dei cittadini che pagano le tasse". Prevedendo una contestazione, la Melato fa però notare che la cultura e le iniziative culturali devono essere comunque previste e indica "l’esempio virtuoso di Gallarate che stanzia ogni anno 400mila euro per finanziare i teatri cittadini", "un modello da imitare". Purché la cultura – ribadisce la coordinatrice del PdL rispetti "il pluralismo e gli interessi dei cittadini, altrimenti diventa propaganda ideologica".

, ovvero lo spettacolo "Far away. 7 bambini ebrei" dell’inglese Caryl Churchill. «Con la pretesa di sintetizzare la storia di Israele, l’opera della Churchill è una summa di retorica antisionista: colonialismo, apartheid e razzismo ebraico, misto a militarismo, insediamenti e brutalizzazione dell’innocenza palestinese» si legge in una delle recensioni, riportate in un articolo del "Foglio", fatte quando lo spettacolo fu proposto per la prima volta a Londra. E ancora: «Nell’opera di Churchill, gli ebrei vengono ritratti come trionfalisti assassini e come un popolo eletto, cinico e senza cuore»". Che si sia trattato di uno spettacolo di parte, secondo la Melato è confermato anche dal libretto di presentazione dello spettacolo "che ammette apertamente la natura del messaggio dell’autrice, parlando di «viaggio storico di un popolo, dalla condizione di vittima a quella di aggressore»". E parlare di Israele come aggressore significa, secondo la Melato – che fa anche appello ai moderati, chiedendo cosa ne pensi dello spettacolo -, allinearsi alla peggiore "sinistra filopalestinese".

Critiche anche al secondo spettacolo, previsto per giovedì 17 febbraio: "qui il nostro assessore alla "kultura" va sul sicuro, reclutando una piéce scritta dal direttore del quotidiano del suo partito,L’Unità, la giornalista Concita De Gregorio, e interpretata da un’altra icona della sinistra, l’attrice Lucrezia Lante della Rovere, che non a caso lunedì sera era in tivù da Gad Lerner a sputare sentenze e disprezzo gratuito nei confronti del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Anche in questo caso tutto fatto in casa, nella casa della sinistra. Nessuno discute la qualità dello spettacolo o l’importanza dell’argomento, la violenza sulle donne, ma ci sembra l’ennesima ripetizione del solito refrain: a Cardano la cultura, o meglio la "kultura", pende da una parte politica ben precisa, anche se l’amministrazione comunale nelle sue scelte dovrebbe rivolgersi alla totalità dei cittadini cardanesi che rappresenta, anche quelli che la pensano diversamente da chi li governa".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2011
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