La partita vinta sulle ali

Zecchin e Carrozza hanno dato il là alla vittoria. Ottimi anche i due centrali Corti e Frara, sempre a raddoppiare gli avversari

Varese – Torino si decide sulle fasce. Il tre a zero per i biancorossi è maturato grazie alla forza delle ali e ad alcune mosse tattiche del mister Giuseppe Sannino. Le due squadre sono partite con idee simili: esterni molto alti e larghi, che hanno costretto almeno in avvio i terzini a rimanere bloccati in copertura. Pisano e Pugliese da una parte e Garofalo e D’Ambrosio dall’altra hanno infatti avuto il compito chiaro di stare abbottonati e coprire le sfuriate dei biancorossi Zecchin e Carrozza e dei granata Lazerevic e Stevanovic: decisamente meglio il rendimento dei due esterni alti del Varese, abili a creare la superiorità numerica in attacco e ad aprire spazi per i centrali. Emblematico il gol di Frara: palla larga a Carrozza che penetra in area, la palla arriva grazie ad un rimpallo a Zecchin che aveva tagliato in orizzontale, appoggio arretrato per il centrale numero 4 e palla in rete. Di Carrozza anche l’assist per il gol di Concas e altre ottime iniziative in collaborazione con Zecchin. Gli esterni del Torino non si sono invece mai visti: Stevanovic non ha toccato palla, Lazarevic quasi. Nella ripresa Garofalo, terzino sinistro granata, ha spinto un po’ di più, così come anche Pugliese e Pisano: con l’ingresso di Pellicori dopo il 2-0 infatti Lerda è passato al 4-4-2, con Sgrigna che da seconda punta è passato sulla corsia, senza peraltro pungere.
 
Da sottolineare anche l’atteggiamento dei centrali di centrocampo delle due squadre: Corti e Frara hanno continuamente raddoppiato l’avversario in ogni zona del campo, andando a togliere ossigeno ai pensieri di chi avrebbe dovuto impostare il gioco del Torino. Soprattutto il motorino numero 8 del Varese ha recuperato una miriade di palloni, mentre Frara ha pensato a giocare il più semplice possibile, con pochi lanci e tanti appoggi per gli esterni e per le punte che venivano incontro. Dall’altra parte De Vezze e De Feudis hanno giocato troppo arretrati, probabilmente per lasciare spazio ai 4 giocatori d’attacco inseriti da Lerda: così facendo però hanno abbassato piano piano il baricentro della squadra, facendosi schiacciare e perdendo la bussola (ne è specchio il brutto fallo di De Vezze su Zecchin che è costato il secondo giallo al centrocampista avversario). Nell’idea di Lerda la posizione di Sgrigna avrebbe dovuto creare problemi al Varese: schierato dietro Bianchi, il piccolo fantasista avrebbe dovuto inserirsi negli spazi creati dalla punta. Ci ha provato in avvio, ma di palloni giocabili sia lui che il capitano ne hanno visti pochissimi, grazie soprattutto al superbo lavoro dei due centrali biancorossi Pesoli (monumentale) e Dos Santos, alle perfette diagonali difensive dei terzini del Varese e ai raddoppi di Corti e Frara.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2011
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