La rana e il bunga bunga

Gli scandali sessuali e non solo tengono banco. Il Paese è bloccato a ogni livello. Altro che meritocrazia, è la "mignottocrazia" che avanza e assurge a modello

"Immaginate una pentola piena d’acqua fredda e dentro una rana che nuota tranquillamente. Si accende il fuoco sotto la pentola. L’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana trova la situazione piacevole e continua a nuotare.
La temperatura comincia a salire. L’acqua è calda, un po’ più calda di quanto piaccia alla rana ma per il momento non se ne preoccupa più di tanto, soprattutto perché il calore tende a stancarla e stordirla.
L’acqua ora è davvero calda. La rana comincia a trovarlo sgradevole ma è talmente indebolita che sopporta, si sforza di adattarsi e non fa nulla.
La temperatura dell’acqua continua a salire progressivamente, senza bruschi cambiamenti, fino al momento in cui la rana finisce per cuocere e morire senza mai essersi tirata fuori dalla pentola".
Olivier Clerc, giornalista cinquantenne francese riprende una metafora scritta per la prima volta vent’anni fa.
"Immersa di colpo in una pentola d’acqua a 50°, la stessa rana salterebbe fuori con un salutare colpo di zampa".
Ora la domanda viene spontanea, a che temperatura è arrivata l’acqua dalle nostre parti? 
Se guardiamo a ciò che sta succedendo da oltre un anno, non c’è da stare allegri. Il Paese è bloccato a ogni livello. Altro che meritocrazia, è la mignottocrazia che avanza e assurge a modello. E con questa festini, cocaina, prostitute minorenni e traffici di ogni genere.
"Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile. Credevo avessero capito, mi sono sbagliata. Adesso dico basta".
Era la voce di una donna, Veronica Lario, che aveva visto da vicino come poteva andare a finire.
Sono passati venti mesi. Che temperatura ha l’acqua?
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2011
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