“La società non si rende conto dell’importanza dell’Università”

Fabrizia Mauri, 25 anni, dopo la triennale in Cattolica ha deciso di iscriversi alla Liuc. Ha concluso triennale e specialistica in soli tre anni

Tre anni di studio, e poi il grande salto. Fabrizia Mauri, 25 anni, finito il liceo si iscrive alla facoltà di Lingue dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ma finito il triennio, corredato anche da un Erasmus in Spagna, sceglie sì di continuare con il biennio di specializzazione, ma di cambiare completamente facoltà. «La mia scelta è caduta su Ingegneria gestionale - ci racconta: secondo me è una tipologia di studio che ben si presta al profilo femminile. Le ragazze sono avvantaggiate, a mio parere, proprio dall’impronta organizzativa della falcoltà». Per Fabrizia, residente a Seregno, il Politecnico di Milano poteva essere la scelta più comoda. «Purtroppo c’era un problema. Al Politecnico avrei dovuto ricominciare da zero: una normale matricola, ma con già tre anni di università alle spalle. In Cattolica, però, avevo incontrato alcuni docenti della Liuc e così mi sono informata. La risposta dell’Università Cattaneo è stata assolutamente positiva».
Insieme all’università riesce costruire un percorso tagliato "su misura" per lei e a salvare anche alcuni esami che aveva già sostenuto, fra cui lingue, economia ed informatica. «Era un vero e proprio salto nel buio. Ma il preside di facoltà mi ha convinto a tentare». Fabrizia riesce a concludere il triennio in due anni e il biennio in un anno. «Rispetto ad altri atenei, qui non avevo un limite annuo ai crediti da raggiungere. Una volta fatti gli esami propedeutici, ogni anni potevo seguire i corsi che volevo».
Finiti i tre anni e dopo una stage pre-laurea, attraverso l’ufficio di placement inizia la ricerca di un lavoro. «Devo dire che le due ragazze che ci lavorano sono davvero brave. A una settimana dalla laurea, ricevevo quattro o cinque telefonate al giorno che si concludevano con altrettanti colloqui fissati. Alla fine, però, il lavoro nella società Ernst  & Young l’ho trovato tramite una candidatura spontanea».
Ripensando a a pochi mesi fa, quando ancora non si era laureata, Fabrizia ha molti ricordi positivi dell’esperienza universitaria, ma anche qualche appunto. «Ho fatto un anno da pendolare e poi mi sono trasferita vicino a Castellanza dove ancora vivo. Mi sono trovata bene, ma credo che il territorio non si renda conto di quanto stia diventanto o diventerà importante l’università. Penso al problema della stazione delle Ferrovie Nord Milano: è vero che il 90 per cento degli studenti vieni in macchina, ma per gli altri? Per fortuna, alla fine, grazie alla Liuc è stata messa una navetta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2011
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