Le farfalle in “assetto di guerra”: ecco il derby dell’incertezza

Giocatrice per giocatrice, il confronto tra Yamamay e MC-Carnaghi in vista della sfida di domenica a Castellanza. E il pronostico, mai come stavolta, è aperto

Lanciarsi in paragoni storici, per una partita che ha alle spalle solo due precedenti ufficiali, potrebbe sembrare una forzatura. Eppure il derby tra MC-Carnaghi Villa Cortese e Yamamay Busto Arsizio, in programma domenica alle 18 al PalaBorsani, ha un sapore del tutto diverso dalle sfide della scorsa stagione. Prima di tutto perché arriva in un momento difficile per le due squadre, più blando per le bustocche, inedito per le biancoblù; poi perché per la prima volta Villa Cortese, falcidiata dagli infortuni, si presenta all’appuntamento con due punti di svantaggio rispetto alle rivali, e senza i favori del pronostico. Che, mai come in questo caso, assume i contorni dell’azzardo assoluto: quasi impossibile fare previsioni in una stagione che fino a questo momento ha visto accadere tutto e il contrario di tutto. Anche a paragonare le due squadre, sorprese dell’ultim’ora permettendo, il risultato è l’assoluto equilibrio di valori: il confronto, ruolo per ruolo, tra MC-Carnaghi e Yamamay può forse aiutare a “leggere” qualche risvolto tecnico della partita che sarà comunque, come sempre, fortemente condizionata dal fattore emotivo.
 

PALLEGGIATORE – Volendo ricorrere all’ironia si potrebbe dire che Villa Cortese vince di misura: 3 palleggiatrici contro 2. In realtà, in casa MC-Carnaghi tutto ruota intorno al possibile recupero di Lindsey Berg: è chiaro che il gioco veloce e spinto della statunitense è tutt’altra cosa rispetto alla regia pulita ma senza guizzi di una Giulia Rondon che non ha ancora avuto modo di trovare l’intesa con le compagne. E l’impiego di Berg darebbe una grossa mano alle padrone di casa anche in battuta, fondamentale fin qui decisamente deludente. Va aggiunto, però, che anche nell’ipotesi più rosea le condizioni fisiche dell’americana non saranno certamente le migliori: probabile, quindi, un’alternanza tra le due giocatrici. A Busto, invece, non ci sono discussioni: le chiavi del gioco sono nelle mani di Valentina Serena, che dovrà farsi perdonare qualche scelta un po’ troppo azzardata nelle partite contro Novara e Urbino.
 
OPPOSTO – Anche qui giudizio doverosamente sospeso: se fosse in campo Tai Agüero, il cui recupero nelle ultime ore sembra farsi sempre più probabile, la partita cambierebbe radicamente volto. Stando così le cose, però, il divario tra le due squadre è notevole. Da una parte una Aneta Havlickova che, malgrado qualche passaggio a vuoto, resta per potenza e pericolosità il principale terminale offensivo della Yamamay; dall’altra un opposto che di fatto non c’è perché Caterina Bosetti, alla quale sono affidati anche compiti di ricezione, in attacco fatica a trovare quella continuità che forse non è neppure lecito chiedere a una ragazza della sua età. Anche se Abbondanza, non più tardi di due settimane fa, le ha dato fiducia sostenendo che nel derby sarebbe andata oltre quota 20 punti.
 
CENTRALI – Il gioco degli specchi continua nel ruolo che fino a questo momento si sta dimostrando il più problematico per entrambe le squadre. Visti i nomi in campo ci si aspetterebbe una pioggia di primi tempi, fast e muri, e invece il gioco al centro è merce rara da ambo le parti. A Villa la Sara Anzanello decisiva dello scorso anno è solo un ricordo: il capitano biancoblu resta la miglior centrale del campionato, malgrado gli acciacchi, ma incide molto meno perché pochi sono i palloni che riceve, soprattutto nelle fasi cruciali. E dopo l’infortunio di Raffaella Calloni, non si può dire che abbia brillato l’ex di turno Katarina Kovacova, molto lontana dalla forma migliore; né si possono trarre conclusioni sulla nuova arrivata Katja Jontes, che forse potrebbe garantire un po’ più di mobilità a muro rispetto alla slovacca. In casa Yamamay il discorso non è molto diverso: a Lucia Crisanti troppo spesso tocca il ruolo della bella statuina (a Urbino 10-palloni-10 in cinque set e solo un muro), mentre Barbara Campanari ci mette come sempre qualcosa in più a livello di grinta e personalità, ma le sue percentuali non sono esaltanti. Tanto potenziale inutilizzato, insomma.
 
SCHIACCIATRICI – La simmetria è quasi perfetta: una ricevitrice pura (Francesca Marcon e Chiara Negrini), un’attaccante di potenza (Floortje Meijners e Megan Hodge), una giocatrice di talento in grado di coprire entrambe le fasi (Helena Havelkova e Aury Cruz). E in più, i jolly Federica Valeriano e Alessia Lanzini da giocare per difesa e ricezione.
Interrogato in merito, Abbondanza non ha dubbi: «Vorrei averla io la possibilità di scelta di Parisi, e farei giocare sicuramente Havelkova e Meijners». Il collega fin qui non ha seguito il consiglio, optando spesso per la ricezione a due e lasciando fuori una tra la ceca e l’olandese; nel derby però potrebbe anche cambiare rotta, considerando che la battuta di Villa non è stata così temibile nelle ultime gare. Dal canto suo, la MC-Carnaghi dovrebbe preferire la potenza di Hodge alla solidità di Negrini, anche se l’americana ha fatto storcere il naso al suo coach con qualche errore di troppo contro Pesaro.
 
LIBERO – Nulla da dire: la Paola Cardullo vista nella sfida con la Scavolini è ancora di un altro pianeta, soprattutto grazie agli straordinari recuperi difensivi, visto che in battuta le squadre avversarie tendono comprensibilmente a girarle al largo. Il libero cortesino non ha rivali se in condizioni fisiche accettabili, ma dall’altra parte Luna Carocci si dimostra un’ottima studente: ricezione quasi sempre impeccabile e ottime capacità di lettura in difesa. Sarà una delle sfide individuali più belle del PalaBorsani.
 
ALLENATORE – In un contesto così incerto dal punto di vista delle formazioni da schierare, le scelte dei due coach peseranno moltissimo sull’andamento della partita. Per Marcello Abbondanza si tratta più che altro di valutazioni extra-tecniche: varrà la pena di rischiare le due convalescenti alla vigilia della sfida di Champions con il Muszyna? Sarà opportuno confermare Hodge a scapito di una Negrini che sembra subire psicologicamente la panchina? E, soprattutto, riuscirà il tecnico cortesino a ottenere attenzione e concentrazione per tutta la partita dalle sue giovani? Più pragmatici, invece, i dubbi di Carlo Parisi, ancora una volta al bivio tra una formazione "coperta" e un’altra più offensiva ma con qualche scricchiolio in seconda linea. Fondamentale sarà la capacità di cambiare assetto in corsa: contro Novara il coach bustocco ha pagato carissima l’insistenza sul sestetto iniziale, mentre a Urbino i cambi hanno propiziato la rimonta (riuscita a metà).
 
LE STATISTICHE – I numeri non fanno che confermare l’impressione di equilibrio tra le due squadre: Villa Cortese, che ha giocato ben 4 set più di Busto, paga qualcosa in ricezione (41,2% contro 42,1%) ed è leggermente più efficace in attacco (53,2% a 52,8%), ma le cifre sono davvero vicine. Anche il conto degli ace – 1 a set per la Yamamay, 1,03 per la MC-Carnaghi – è sostanzialmente identico, mentre Villa conferma le sue difficoltà a muro, fondamentale in cui è addirittura la peggior squadra della serie A1 dopo Pavia, con soli 2,37 punti a set. Un po’ meglio le farfalle, con 2,50 punti per ogni set e appena 17 invasioni totali. Quanto ai risultati, finora entrambe le squadre hanno disputato un solo tie break: la MC-Carnaghi lo ha vinto, la Yamamay lo ha perso…

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2011
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