Lega, solidarietà al ragazzo arrestato: “Conosciamo il padre, gente a posto”

I militanti del carroccio sono disorientati di fronte agli ultimi sviluppi. I consiglieri sono vicini a Previati senior, ma il sindaco chiede di aspettare l'esito delle indagini

A poche ore dalla scarcerazione di Marco Previati, arrestato la mattina di San Silvestro e liberato ieri, lunedì 3 gennaio («arresto illegittimo» secondo il giudice per le indagini preliminari), i militanti della sezione di Gemonio della Lega Nord sono tornati a riunirsi al piano terra di via Marsala 1. Un incontro ordinario e già previsto, non dedicato direttamente all’attentato di cui è stata vittima la sezione del Carroccio, ma l’argomento principale non poteva che essere quello.

A Gemonio sono arrivati alcuni iscritti delle sezioni vicine per esprimere la propria vicinanza, quelli del Luinese hanno fatto qualcosa di più, raccogliendo soldi per aiutare a pagare i danni (molti sono coperti dall’assicurazione) che ammontano a oltre 2000 euro.
Tra gli iscritti gemoniesi intanto, prevale soprattutto il dispiacere per l’implicazione di un giovane del paese che si è fatto tre giorni ai Miogni con accuse, secondo quanto scrive il gip, infondate.
«Ho mandato un messaggio a Renzo, il padre di Marco Previati: ho letto la sua opinione e la condivido, non è giusto mettere alla berlina un ragazzo di 21 anni in questo modo se poi non c’entra nulla con quanto è accaduto» dice Claudio Bodini, consigliere comunale leghista e tra i primi a raggiungere la sede dopo l’esplosione degli ordigni visto che abita a poche decine di metri dalla sede ed è stato subito allertato dalle forze dell’ordine. «Ora – prosegue Bodini – vediamo se dalle indagini dei Ris salta fuori qualche cosa: non siamo preoccupati ma ci auguriamo che i colpevoli vengano presi. A differenza delle altre volte (i precedenti episodi ai danni della Lega di Gemonio non hanno ancora un autore riconosciuto) sembrava che ci fosse la pista buona, invece la strada si è rivelata azzardata».
Parole simili a quelle del segretario locale, Andrea Tessarolo, anche lui presente alla chiacchierata di lunedì sera in sezione: «Abbiamo parlato tra di noi di quello che è successo e un po’ tutti siamo concordi nell’esprimere solidarietà alla famiglia. Personalmente conosco Renzo Previati, nel ’99 siamo stati in lista assieme per le elezioni amministrative ed è una persona di cui mi fido; stiamo pensando a una piccola iniziativa a favore della famiglia, come una lettera o un invito qui in sede. Spiace, perché in questo modo si rischia di rovinare un giovane di 21 anni».

Il sindaco di Gemonio, Fabio Felli, invita intanto a fidarsi del corso delle indagini. «Io credo che in casi simili, la cosa migliore sia quella di attendere i vari passaggi previsti, ovvero all’azione delle forze dell’ordine e dei magistrati. Sarebbe sbagliato sia gettare la croce in anticipo su chiunque, sia dare giudizi di estraneità per partito preso: ci sono dei gradi di indagine ed è giusto attenersi a questi».
Il primo cittadino, che non conosce personalmente Marco Previati e i suoi familiari, non si dice particolarmente preoccupato; il fatto però che finora nessun autore degli atti vandalici avvenuti a Gemonio e diretti alla Lega sia stato trovato, lascia un po’ di disappunto: «Gemonio è un luogo simbolico per il Carroccio e per questo ci sono state diverse azioni, anche se questa mi pare sia la più eclatante. Non sono comunque preoccupato, anche se mi piacerebbe che si chiudesse il cerchio su quello che è avvenuto anche nelle altre occasioni. Vediamo se le indagini di questo caso avranno un collegamento con le scritte e il tentativo d’incendio degli anni scorsi». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2011
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