Legittimo impedimento, parziale bocciatura dalla Consulta

Cassata la regola per cui è la presidenza del consiglio a certificare l'impedimento del membro del governo. Proteste da Pdl e Lega

corte costituzionaleLa Corte Costituzionale ha giudicato illegittime alcune delle più importanti norme della legge sul legittimo impedimento. Bocciata la regola per cui è la presidenza del consiglio a certificare l’impedimento del membro del governo a partecipare al processo, valutazione che spetterà volta per volta al giudice; bocciato anche l’obbligo di rinviare l’udienza di sei mesi. Spetterà al giudice valutare l’indifferibilità degli impegni, bilanciando le esigenze della giustizia, della difesa e del governo. La Consulta avrebbe quindi posto diversi paletti alla legge nata per mettere temporaneamente al riparo il premier Berlusconi dalla ripresa dei suoi tre processi (Mills, Mediaset e Mediatrade). In particolare, la Consulta ha dichiarato illegittimo il comma 4 dell’art.1 della legge 51 del 2010 e avrebbe bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del legittimo impedimento. La Consulta avrebbe inoltre fornito una interpretazione del comma 1, ritenendolo legittimo solo in determinati casi.
Il Pdl e la Lega attaccano la sentenza della Corte. Per il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, la sentenza rovescia i cardini della Costituzione e della stessa democrazia, mentre il ministro Mariastella Gelmini vede una prosecuzione di persecuzioni contro il presidente del consiglio. I capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo, sostengono che la decisione viene da una Corte che si conferma ostile al governo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2011
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