Nuoto Club, 90mila euro da pagare entro due mesi

L'associazione sportiva denuncia la richiesta di Amsc di saldare i conti. "Ma finchè non si rispettano gli accordi del Protocollo, non ce la faremo. Perché questo accanimento?"

Novantamila euro da saldare entro due mesi. È l’ingiunzione recapitata al Nuoto Club da Amsc Impianti&Servizi, ultimo capitolo dello scontro tra società sportiva, amministrazione comunale e azienda. Amsc è intenzionata a chiudere i conti, la società non può fare fronte. E le istituzioni – accusa il Nuoto Club – «latitano»: «stiamo aspettando di sapere chi sarà il nostro interlocutore dopo le dimissioni del Sindaco Mucci e del Vicesindaco Caravati», spiegano i vertici dell’associazione sportiva, che nei mesi scorsi hanno mobilitato anche i campioni Viola Valli e Massimiliano Rosolino.

Il Nuoto Club parla oggi di un «vergognoso colpo basso di AMSC Impianti & Servizi»: secondo il sodalizio sportivo il Presidente Ramponi ha rinviato l’incontro con i vertici del NC Gallarate per “impegni istituzionali”, chiedendo un incontro ai primi di febbraio e sottolineando telefonicamente al presidente del club Temporiti la volontà di giungere alla soluzione del problema. «Tutto questo accadeva due giorni fa. Questa mattina, Temporiti si è visto recapitare un’ingiunzione di pagamento dalla I.C.A. srl, società di recupero crediti, con tanto di bollettino postale per il versamento di Euro 89.656, da saldare entro 60 gg, pena il recupero delle somme “mediante la più opportuna azione esecutiva". Il direttivo della società sportiva esprime «rabbia, indignazione, sconcerto» di fronte alla vicenda: «Alla richiesta di spiegazioni avanzata direttamente a Ramponi, ci siamo sentiti dire che è un “atto dovuto”, perché loro sono una spa! Bene: noi invece siamo una ASD ed in nessun modo saremo mai in grado di pagare questo debito, come spiegato ormai miliardi di volte, se non verrà fatto rispettare in ogni suo punto il Protocollo d’Intesa siglato oltre un anno e mezzo fa». Vale a dire quell’accordo, firmato nell’estate 2009, secondo cui il Club cedeva ad Amsc la redditizia scuola nuoto in cambio di un contributo che permettesse la sua attività in futuro. Insomma: non ci si è mossi di un millimetro rispetto al punto in cui si era rimasti.  Forse anche per la mancanza di una mediazione tra azienda e società. 

Il Nuoto Club chiede il perchè «di questo accanimento» e tornano a rivolgersi alla presidenza del consiglio, attraverso Viola Valli. La questione sarà approfondita in un incontro a cui l’associazione ha invitato anche tutte le forze politiche. «Chiunque vincerà le elezioni e dovrà governare la Città nel prossimo futuro – dicono i membri del consiglio direttivo – dovrà aver ben presente la verità, conoscere i fatti e giudicare, documenti alla mano, chi è davvero il responsabile delle enormi difficoltà in cui versa la nostra Associazione Sportiva. Senza strumentalizzazioni. Senza bugie».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2011
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