Nuovo contratto contratto regionale per 20mila panificatori

L’intesa interessa circa 4.500 aziende della Lombardia. Un accordo importante che prevede anche l’attivazione di strumenti per l’inclusione del lavoro

 Firmato ieri il nuovo contratto integrativo regionale per il settore della panificazione. L’intesa interessa oltre 20mila lavoratori e circa 4.500 aziende della Lombardia, con caratteristiche e specificità differenti, anche dal punto di vista della rappresentanza. L’ intesa è stata sottoscritta da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil insieme all’ Unione regionale panificatori – che rappresenta oltre il 90% della platea delle imprese – e ad Assipan-Confcommercio. Manca la firma di Fiesa-Confesercenti. Oltre ad aver portato ad una armonizzazione del settore, in continuazione con quanto stabilito dal contratto nazionale di lavoro del 2009, l’accordo prevede aumenti lordi annui da un minimo di 235 euro ad un massimo di 2.155 con riferimento al Ccnl artigiani, e da 350 a 3.499 euro per le aziende che applicano il contratto dell’industria. Viene inoltre istituito un premio regionale per obiettivi, la cui prima annualità copre il periodo luglio 2010-giugno 2011, che per i panifici artigiani andrà da 500 a 965 euro e per i panifici industriali da 700 a 1. 400 euro. Altri 130 o 200 euro extra entreranno in busta paga a copertura del periodo di vacanza contrattuale.
«È un accordo importante, premessa per rilanciare il settore – ha commentato il segretario generale della Fai Cisl Lombardia, Attilio Cornelli -, che prevede anche l’attivazione di strumenti per l’inclusione del lavoro, sviluppando congiuntamente le aree della formazione e della sicurezza e mirando ad allargare per quantità e qualità le opportunità di nuova occupazione».
L’intesa, che dovrà essere ridiscussa il 30 giugno 2013, prevede anche la costruzione di un nuovo ente bilaterale che sostituirà l’attuale Cassa mutua attiva dal 1981, con l’obiettivo di giungere all’adesione dell’intera platea dei 20mila addetti. L’ampliamento delle funzioni sarà supportato dall’innalzamento della contribuzione al 2,05% del monte salari, lo 0,50% della quale a carico del lavoratore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2011
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