Opere d’arte tradatesi tra New York e la Cina

Negli anni ’80 i tre fratelli Boga, oggi imprenditori, fondarono il movimento artistico “Quando il pensiero supera il gesto”. Quelle opere stanno facendo il giro del mondo

L'opera dal titolo "Genesi" dei Fratelli BogaLe opere dei fratelli Boga girano il mondo. Il movimento creato dagli imprenditori tradatesi negli anni ’80 si chiama “Quando il pensiero supera il gesto” e si tratta di una serie di opere, tra quadri e installazioni, che avevano l’intento di rivedere la storia del mondo con un occhio diverso, anche attraverso le contraddizioni che hanno caratterizzato le ideologie.
Queste opere, che saranno esposte nel museo in costruzione tra Tradate e Locate Varesino, in questi giorni stanno facendo il giro del mondo: 10 stanno per essere spedite in un museo di New York; 28 in Cina, al Museo di arte contemporanea di Pechino.
Si tratta di opere provocatorie, dove le azioni dell’uomo sono messe a confronto con la storia, con il tempo, a volte anche con il revisionismo. Le ideologie che hanno creato movimenti diventano quindi protagoniste, come la riproduzione dei cancelli del lager nazisti, o gli occhiali giganti di Gandhi, e molto altro ancora.
 
Sono gli stessi fratelli Boga a spiegare nel manifesto del movimento il perché di questa forma espressiva nata negli anni ’80: «Per “pensiero” intendiamo l’Idea che è rappresentata, in varia misura, e sotto diversi aspetti, come elemento fondamentale del Vivere, responsabile e presente, in ogni singolo attimo. Il “pensiero” viene riferito all’adesione di idee comuni, pensate all’unisono. L’idea principale è l’unità trascendente delle e nelle forme, dei e nei colori, dei e nei contenuti, del e nel vivere quotidiano, delle religioni e delle forme, con le quali per le più diverse entriamo in rapporto con le cose terrene ed anche, ma soprattutto con il divino».
«L’arte – proseguono i fratelli Boga – è un fenomeno che esiste dalla nascita del’uomo, e deve vivere a distanza di secoli, se è vera arte, altrimenti è morta nel momento in cui viene creata, come la visione dell’arte come “trasgressione”, che porta l’arte non già ad espressione personale, ma solo ed esclusivamente a fenomeno commerciale, quasi “da commerciante-bottegaio”. Il miscuglio di culti e di varie forme religiose che viene attuandosi in molte zone del mondo attuale per questi pensatori non può essere che la contraffazione che procede dall’usurpazione di tempi e luoghi che non appartengono alle forme che ne invadono altre».

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Arte tradatese nel mondo 4 di 11
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2011
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