Pd:”Il Governo mette le mani nelle tasche dei pendolari”

Secondo il partito il “Governo anti-tasse” sta scaricando sugli utenti del trasporto pubblico locale una stangata che potrebbe arrivare fino al 25% in più nel solo 2011

«Hanno trovato un altro modo per mettere le mani nelle tasche degli italiani. A cominciare dai pendolari». Secondo il Partito Democratico varesino il “Governo anti-tasse” sta scaricando sugli utenti del trasporto pubblico locale una stangata che potrebbe arrivare fino al 25% in più nel solo 2011, a fronte di un servizio che non migliora ma, al contrario, viene ridotto.
La contestazione del Pd parte dalla presa d’atto degli aumenti tariffari del 1 febbraio: «i pendolari pagheranno il 10% in più – spiegano dalla sede del partito – e, a giudicare dall’andamento dei conti, riteniamo certo che un ulteriore aumento dovrà esserci a maggio per un totale del 25% in più rispetto allo scorso anno». Una stangata per i pendolari che Mario Aspesi, capogruppo Pd in consiglio provinciale, inserisce in un quadro più generale del servizio di trasporto locale «sempre più colpito da tagli e riduzioni di corse e servizi, senza contare le agevolazioni che non ci sono più, come ad esempio la possibilità per i pendolari di detrarre dalla dichiarazione dei redditi una quota delle spese sostenute per gli spostamenti sui mezzi».

L’analisi del Pd ricostruisce un quadro di responsabilità molto preciso che parte direttamente dalle politiche economiche del Governo: «si sono presentati come il Governo anti-tasse ma se facciamo un’analisi di quanto hanno fatto scopriamo che non è così – spiega il responsabile provinciale Fabrizio Taricco -. Capirlo è molto semplice: il ministro dell’economia ha strozzato gli enti locali con provvedimenti come il patto di stabilità che non permette ai sindaci di utilizzare interamente le casse comunali. In più sono intervenuti i tagli. Il risultato lo vediamo tutti i giorni quando paghiamo per ricevere servizi, compreso quello di pubblico trasporto: il loro costo viene sempre di più scaricato sui cittadini. Quindi con una mano dicono che non aumentano le tasse ma con l’altro aumentano invece le tariffe a carico del cittadino. Lo scandalo è che contro provvedimenti di questo tipo, che bloccano gli enti locali ed espongono gli amministratori al malcontento dei propri cittadini, non ha nulla da dire nemmeno la Lega Nord, che invece continua ad inseguire un federalismo che, se ci sarà, vedremo tra 4-5 anni».

Stefano Tosi, consigliere regionale Pd, rincara la dose invece sul servizio di trasporto ferroviario, «in questo drammatico aumento delle tariffe assistiamo ad un quotidiano disservizio da parte delle ferrovie. I dati lo dicono molto chiaramente: metà delle linee ferroviarie non hanno raggiunto un livello di qualità. Lo scorso novembre 15 linee hanno raggiunto un livello così pessimo da dover concedere il bonus di rimborso ai pendolari che ne hanno usufruito. È un sintomo evidente che la società che le gestisce non sta rispettando gli obiettivi di qualità».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2011
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