PD – Prossima fermata Varese: tutti gli interventi

Circa duecento persone al Teatro Santuccio: cinque minuti a disposizione per chi vuole intervenire. Ecco i contributi postati in diretta sul blog

A novembre il primo incontro a Firenze, alla stazione Leopolda. Sabato 22 gennaio, Prossima Fermata Italia ha fatto tappa a Varese. Un pomeriggio per «offrire alla città di Varese – si legge sul blog realizzato dagli organizzatori – un’alternativa alla fallimentare amministrazione di centro-destra, 18 anni di inefficienza, sprechi e grandi annunci traditi. Per offrire al Pd e al centrosinistra un metodo di lavoro aperto e innovativo, per costruire tutti assieme un programma di idee e contenuti e per consentire la partecipazione di tutte le forze di opposizione che condividono un disegno per il futuro della città: è il Coordinamento per l’alternativa, al quale partecipino non solo i partiti di centrosinistra, ma anche e soprattutto associazioni, professioni e semplici cittadini».

Regole di ingaggio
. Nessuna relazione introduttiva, e nessun “adesso la parola al compagno”. Come una lunga diretta radio, ogni partecipante con la propria parola. Si chiuderà con due documenti, un vocabolario per Varese e il nord e una Carta per Varese.

Ecco alcuni stralci della diretta che potete leggere in forma integrale sul blog Prossima Fermata Varese:

18.25 – Chiude Pippo Civati, l’emergenza democratica c’è dal 1994. “Scusate il ritardo”. Il ritardo del Pd su Mirafiori, il ritardo del Federalismo che non arriva mai e non si sa come sarà. “Patto di stabilità in Lombardia e Patto di instabilità in Sicilia, è qui che dobbiamo costruire l’unità”. “Vanno bene le favole che vengono dalla Puglia, ma noi siamo gente della pianura e abbiamo bisogno che qualcuno ce le spieghi, queste cose, che metta in fila un po’ di dati”.

17.59 – Marco Viganò, parla di educazione. E propone un programma di tre punti: educazione, educazione ed educazione. Salute, socialità, territorio, ambiente. Tutto insieme. Educazione alla globalità, dobbiamo cambiare anche noi.

17.35 – Stefano Bottelli, presidente di Totem, una cooperativa sociale di Varese che si occupa di creare processi di partecipazione giovanile. “Si parla di giovani, ma chi sta facendo qualcosa? A chi ci appoggiamo noi, operatori del terzo settore, per fare qualcosa di concreto? Perché, quando si parla di giovani, si parla sempre di problemi? Conosco giovani che costruiscono e fanno innovazione, che mi bagnano il naso”. “Dove sono le risorse per sconfiggere la precarietà, i questo Paese?”.

17.05 – Alessandro Alfieri, “coerenza”, tra parole e fatti, tra valori e comportamenti. Racconta di Nicole Minetti, che questa settimana si è presentata in Consiglio Regionale ricevendo la solidarietà dei consiglieri di Comunione e Liberazione. “Senza tentennare, il Pd deve chiedere le sue dimissioni”. Parla poi della richiesta di dimissioni di Pezzano, bocciata in Consiglio Regionale della Lombardia.

16.58 – Rocco Cordì, “alternativa”, decidere di giocare la nostra partita – del centrosinistra – in proprio. “Dobbiamo essere in grado di proporre un nostro progetto di lunga durata, non solo di elencare problemi”. “Creiamo un comitato, per Varese, per confrontarci pubblicamente, apertamente, alla luce del sole”.

16.53 – Martino Incarbone ha una gamba ingessata, come il Paese. La sua parola è “gesso”. E allora ciò che è normale diventa difficile, alcune cose non possono essere fatte, bisogna farsi aiutare. L’Italia, però, a differenza di un paziente, non è interessata a togliersi il gesso.

16.38 – Livio Frigoli, “non servono scorciatoie nominalistiche”, ma “sintonia e condivisione”. I diritti dei lavoratori si difendono e basta, “in Afghanistan stiamo combattendo una guerra per ragioni economiche”, la “tolleranza della Chiesa nei confronti del sultano è vergognosa”, “questa maggioranza che non ci governa e priva i giovani del loro futuro”, non tollerare le contraddizioni di questa maggioranza. Tutte le cose che potrebbe e dovrebbe dire il Pd.

16.29 – Luisa Troncia, di Amnesty International, parla di diritti. “Nelle situazioni di povertà è molto più facile negare i diritti”. “Nelle scuole non si parla dell’essere prima di tutto cittadini, e invece è dalla scuola, con i ragazzi, che dobbiamo cominciare a lavorare”.

16.21 –
Samuele Astuti, candidato a Malnate. Ci ricorda che Fontana – sindaco di Varese – è il 19° più amato di Italia, secondo Il Sole 24 Ore. Perché i conti non tornano? Le nostre belle e corrette proposte non sono state capaci di contagiare le persone: “dobbiamo aprire le porte delle sezioni, e far entrate le persone, confrontarci con loro, ed eventualmente fare un passo indietro. Le persone non partecipano perché hanno scelto di non partecipare”.

16.15
– Alessandro Milani (IdV), “molto importante innescare un meccanismo, contro l’attendismo al quale abbiamo assistito finora”.

15.59 – Giulio Rossini racconta del teatro dove ci troviamo, “un piccolo spazio delizioso, ma che non ha ancora trovato un suo utilizzo”.

15.45 – Giuseppe Adamoli propone una sinergia del centrosinistra di Busto Arsizio, Gallarate e Varese, in vista delle prossime elezioni. Il Pd e il centrosinistra devono essere protagonisti di un’animazione civica, le “nostre devono essere liste di cittadini, di uomini e donne”. “L’anima programmatica e progettuale della città sta nei servizi, per il resto è una città a metà: metà città giardino, metà città del turismo”, eccetera. Auspica, infine, un rinnovamento del personale politico.

 15.40 – Angelo Zappoli, consigliere comunale di Varese si dice “stanco, stanco, di avviarci a perdere”. “Inizio a pensare che non faremo le primarie, in questa città”.

15.37 – Giovanni Resteghini, “mi è piaciuto che si consideri il tempo come una risorsa importante, che deve essere diviso con tutti”.

15.32 – Serena Nardi: “la cultura non serve, con la cultura non si mangia, la cultura è roba da vecchi comunisti nostalgici. No, no, non è così”. Purtroppo, dice Serena, anche tra noi tanti cominciano a crederci. “Mario Monicelli forse non aveva sbagliato a ritrarci distratti e apatici”. Ascoltiamo di più chi vive la cultura come opportunità di crescita, di incontro e di guadagno.

15.22 – Simone De Clementi, parla di cambiamento. “Siamo gente difficile da inquadrare”. Il Pd deve offrire non solo un programma, ma anche un nuovo metodo. La parola più ricorrente è unire (non Unione, eh).

15.17 – Daniele Bandi, giovanissimo, membro della CGIL. Sponde reciproche, e il Partito Democratico, ora, ne sta offrendo una. Il forte tessuto produttivo varesino non deve chiudersi in un “piccolo giardino segreto”. Ripartire, dare forza anche alle piccole realtà territoriali. Due milioni di giovani che non studiano e non lavorano, il dato perggiore dal 2004. Ed è dal 2004 che si raccolgono questi dati.

15.08 – Nicola Gilardoni, portavoce di Saronno, una di quelle città dove, al Nord, abbiamo vinto. Ci racconta da dove ripartire: laicità, ricerca del bene comune, nuove opportunità. Importanza delle liste civiche, senza vivere di politica.

14.52 – Siamo ufficialmente partiti. Si prende posto, mentre scorre un video con immagini di Varese. Anche Varese è bella, se lo vuole.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 gennaio 2011
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