Pd, un programma partecipato per conquistare la città

Assemblea affollatissima con tanti interventi. È l'inizio di un percorso in vista delle elezioni amministrative di primavera. "Rompiamo con 18 anni di sistema di potere"

pd vareseUn primo passo è fatto. Il Pd esce allo scoperto e si presenta alla città in vista delle elezioni amministrative di primavera. Sala stracolma, oltre le più rosee aspettative, tanto da dover trovare altre sedie. In tanti resteranno comunque in piedi per oltre due ore filate di interventi.
Il segretario cittadino Roberto Molinari ha aperto i lavori. "Questo è il primo appuntamento per costruire un programma partecipato. Dai prossimi giorni partiranno assemblee pubbliche nei quattro circoli della città. Abbiamo predisposto 20mila copie di un questionario per registrare umori e desideri. A questo lavoro seguiranno poi cinque forum tematici, fino a completare il programma per le elezioni amministrative".
Le priorità fissate nella bozza di programma riguardano politiche educative, welfare, cultura, sport, università, territorio e ambiente.

Il capogruppo Emiliano Cacioppo nel suo intervento ha coniugato impegno politico ed amministrativo. "Vogliamo aprire un confronto con tutta la città. Noi non abbiamo consulenti o liste a sostegno di un capo supremo, noi valorizziamo i cittadini. Il nostro progetto prevede uno sviluppo strategico e crediamo che Varese abbia una vocazione ampia che non poggi solo sul turismo. Abbiamo più elementi: università, ospedale, aeroporto. Noi vogliamo una città aperta ed ospitale che accolga studenti e guardi al futuro".
pd vareseLa parola poi è andata ai cinque coordinatori degli altrettanti gruppi di lavoro.
Nicola Milana ha parlato della necessità di "un patto educativo di comunità a favore dei bambini e dei ragazzi. È una sfida che coinvolge tutte le agenzie r insieme a questo va attivata una consulta scolastica. Vogliamo l’apertura delle scuole al territorio e una diversa politica dei servizi".
Giorgio Grasso è intervenuto per parlare di università. "Varese non è riuscita ancora a diventare città universitaria. Negli anni non c’è mai stata una politica per realizzare un ponte tra le amministrazioni e l’università. In concreto dobbiamo potenziare l’accesso attraverso una migliore mobilità, creare collegi universitari, stabilire una convenzione che offra agli studenti pacchetti di servizi, promuovere un sistema di affitti. A sintesi di tutto aprire un tavolo tecnico tra comune e università con un vero assessore".
Roberto Molinari si è occupato delle tematiche del welfare. "Il comune di Varese ha sempre avuto attenzione a questo tema. Noi sottolineiamo alcune priorità. Occorre partire dal dato demografico sull’invecchiamento della popolazione e stabilire un patto generazionale. Malgrado le difficoltà finanziarie delle amministrazioni servono azioni concrete che contemplino housing sociale, individuazione di spazi comuni e abitativi. Tremila appartamenti sfitti sono uno scandalo. Lanciamo due progetti: casa sicuri per collegare i soggetti con portinerie sociali sempre attive; Case amiche con un pool di professionalità che rimuovano le barriere. Vogliamo una città solidale e quindi è importante valorizzare le reti di volontariato. L’ultimo punto riguarda le politiche tariffarie dei servizi".
Fabrizio Mirabelli coordinava il gruppo di lavoro sullo sport. "Varese ha un grande patrimonio di impianti e di sportivi. A questa bella fotografia c’é però un lato b. Gli impianti vanno rinnovati e resi accessibili. Palazzetto, stadio palaghiaccio, piscina sono strutture che richiedono grandi interventi. La stessa situazione riguarda impianti minori. Pensiamo a un impianto sportivo polivalente e sia utilizzabile 365 giorni all’anno. Il comune non può realizzarlo, all’interno del Pgt trovi un’area e poi fare una gara per chi potrà realizzare l’opera. Una diversa politica tariffaria e anche di finanziamento delle iniziative.
Davide Galimberti ha tracciato le linee per una nuova città a partire dall’ambiente el’urbanistica.
"La pianificazione urbanistica va fatta con una prospettiva di lungo termine. Dobbiamo pensare alla città del 2030. Il suolo è un bene finito e come tale va tutelato. Non significa immobilismo ma grande attenzione allo sviluppo sostenibile senza consumare ulteriore suolo. Varese non può essere una città dormitorio o di soli servizi. Va ripensata una reindistrializzazione. Il progetto delle stazioni ha ragione d’essere se risolve i problemi dei collegamenti con Milano e la Svizzera, altrimenti se deve essere solo una speculazione edilizia diremo dei no chiari. Vanno tutelati i paesaggi creando anche percorsi per individuare questi punti. Rivedere le politiche del trasporto pubblico".
A questo punto della serata si sono aperti interventi di molti simpatizzanti e militanti del partito. Ivo Bressan, Francesco Maresca, Simone De Clementi, Cesare Montalbetti, Michele Di Toro, Luisa Oprandi, Ambrogio Vaghi, Rosella Di Maggio, Ovidio Cazzola hanno portato altre idee e contributi spaziando da prese di posizione politiche a proposte molto concrete. 
Malfunzionamento pronto soccorso, scuole private e scuole pubbliche, riqualificazione delle castellanze, formazione, mobilità metropolitana circolare. E poi alcuni punti forti a partire dalle parole. C’è chi ha proposto scelta, chi coraggio, chi avamposto, chi interconnessione. "C’è bisogno di attenzione alle reti di relazioni. Ora che non ci saranno più le circoscrizioni, e anche alcune realtà come le parrocchie vivono una profonda trasformazione, noi – ha affermato Luisa Oprandi – dobbiamo proporre un’idea di città che riparta dalle relazioni".
Il Pd stasera non avrà indicato percorsi per le candidature e per le alleanze, ma ha riscoperto l’orgoglio di elaborare proposte e progetti a partire dal proprio popolo e dalla propria idea di città. Un passo avanti per la politica e per Varese che fa bene anche a chi governa ormai da 18 anni.
"Vogliamo scardinare questo sistema di potere" è risuonato negli interventi di diversi militanti. 
Sabato intanto altra iniziativa al teatrino Santuccio. Dalle 14.30 va in scena l’ala più movimentista, quella che si riconosce nelle posizioni di Pippo Civati, consigliere regionale del Pd spesso in contrasto con il partito accusato di immobilismo. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2011
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