“Per il premier la polizia è fuorilegge”

Duro comunicato del sindacato di polizia dopo le affermazioni del presidente del Consiglio

Riceviamo e pubblichiamo la nota firmata dalla segreteria Regionale e Segreteria Provinciale Milano del Sindacato Italiano Lavoratori Polizia per la CGIL

La decenza non sembra più essere un fatto istituzionale: almeno di queste istituzioni. Gli apparati dello Stato, anche quelli più solidi, quelli sui quali si DEVE contare perchè una società civile mantenga un minimo di ordine che non ci riporti tutti allo stato di natura, vengono ormai quotidianamente gettati nel fango (anche noi, quindi!), vanificando il lavoro capillare di migliaia di operatori di Polizia e Carabinieri che cercano quotidianamente, ogni minuto di ogni giornata per 365 giorni all’anno di far sentire alla cittadinanza che lo Stato, quel poco che rimane, ancora c’è.
Poi bastano pochi minuti in un video dell’attuale (discusso) Premier, e tutto il lavoro di credibilità
che dura da una vita viene gettato nel fango, in accuse terribili, mistificatorie, contro tutto e tutti.
Ma in questo caso cadono come macigni sulla professionalità e sulla integrità morale dei colleghi che lavorano presso la Questura di Milano, disegnati da Berlusconi quasi fossero i carnefici del carcere di Abu Ghraib e Guantamano. I colleghi si sarebbero infatti macchiati di quelli che sono bestiali (come li chiamereste altrimenti?), costringendo a spogliarsi le tanto contese “ragazze”, perquisendole (evidentemente con cupidigia), maltrattandole, sbeffeggiandole, sequestrandogli denaro, borsette, carte di credito, lasciandole persino digiune “dalle 8 del mattino alle 8 di sera”.
E senza neppure dar loro la possibilità di “aver un contatto con l’esterno” e chiamare un avvocato.
Il Premier chiede il rispetto della Legge… alla Polizia!
Questa di sicuro è una notizia.
Ma il premier si è almeno reso conto della pericolosità che tali affermazioni potrebbero arrecare alla
società?
Comunque la si guardi, al centro di tutto c’è una visione delle donne davvero triste: nemmeno in quest’ultima disperata difesa, nell’immaginario del Premier, le “ragazze” riescono a redimersi
finalmente dal quel ruolo di “oggetto” cui sono state relegate in questi giorni. Appaiono una volta
di più come ragazzine abbandonate senza una guida, sole, impaurite, affamate ed indifese contro
i poliziotti cattivi. Per fortuna fuori c’è lui (evidentemente) che è arrivato in loro soccorso. Ci si
consenta una battuta: evidentemente erano meglio le divise quando le indossano loro, le ragazze,
rispetto ai poveri colleghi della Questura di Milano, che per di più le divise le avranno avute tutte sgualcite.
Ma l’idea migliore ce la si può fare solo leggendo come, Berlusconi, nel tentativo di colpire il suo nemico “storico” (la Procura di Milano) di fatto getti fango sulla Polizia e i suoi Operatori, in
particolare della Questura.
Ad ognuno la possibilità di farsi un’idea: Berlusconi: “(parlando delle ragazze e delle persone finite
nell’inchiesta)… queste perquisizioni, sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità
della loro persona e delle loro attività, sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi,
perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, le borse, le scarpe, sequestrati tutti i soldi, le
carte di credito, i gioielli, i telefoni, i computer, sono state portate in Questura, alcune senza poter
neppur chiamare un avvocato e tenute lì dalle 8 della mattina alle 8 di sera senza mangiare e senza
poter avere contatto con l’esterno.
Trattate dunque come criminali in una pericolosa operazione antimafia. Una procedura, dovete
convenire, irrituale, violenta, indegna di uno Stato Diritto che non può rimanere senza un’adeguata
punizione”.
Pure la minaccia finale di punizioni, non bastassero i quotidiani tagli che hanno portato la Polizia
a ridosso del baratro. Comunque sia, ci dispiace Onorevole Primo Ministro Silvio Berlusconi: anche
se il Ministro dell’Interno e il Capo della Polizia non assumono alcuna posizione al riguardo, la
dignità dei colleghi di Milano e di tutti i poliziotti non sarà certo lei a portarcela via. Ce la
siamo costruita molto prima che Lei arrivasse, con il sangue, il dolore, l’abnegazione, il sacrificio di
decine di colleghi e probabilmente rimarrà anche dopo che Lei se ne sarà andato.-

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2011
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