Per l’ex sindaco Rossi barra al centro e avanti con prudenza

In attesa che l'eventuale "terzo polo" si manifesti, gli Indipendenti di Centro correranno solo con Unione Italiana, pur tenendo le porte aperte. "Come Churchill, promettiamo sangue e lacrime, non posti"

Indipendenti di Centro, di nome e di fatto. Il gruppo che gravita intorno all’ex sindaco Gian Pietro Rossi mette la barra, appunto al centro e naviga con prudenza nella bonaccia apparente che precede la tempesta elettorale. La decisione, insomma, è di correre senza aderire agli schieramenti: «se qualcuno ci vuole accompagnare siamo felici, e Unione Italiana già l’ha fatto» ricorda Rossi, «se no, vorrà dire che rappresenteremo il centro e la classe media bustocca da soli».

– Aspettando il (fantomatico?) terzo polo
Il canto delle sirene dei due schieramenti non ha insomma smosso dalla posizione di equilibrio il gruppo dell’ex sindaco, non a caso democristiano e quindi centrista per istinto. In verità Rossi ammette che un elemento chiave manca ancora al puzzle politico cittadino: capire se e cosa sarà del "terzo polo" di cui si fa un gran parlare, nelle ultime settimane, a livello nazionale. Ma l’unico esponente "bustese" di Fli, l’assessore Lista, è rientrato rapidamente nei ranghi berlusconiani.
Le aspettative di Rossi e seguaci sono alte: «Un sondaggio di qualche mese fa ci dava un potenziale del 15-16%» dice. «Ora può essere che la mia assenza (ragioni di salute ndr) nelle ultime settimane abbia influito, ma recuperemo. Abbiamo con noi dei personaggi della società civile». Quanto a "serenate" eventuali, sono venute, oltre che da sinistra, anche da destra, «da autorevoli esponenti, anche se non è chiaro a che titolo, non è che si capisca chi può rappresentare il centrodestra». Visto da fuori, come vede il duello centrosinistra-centrodestra un Rossi? «Per il centrosinistra lo svantaggio di Stelluti è che è una persona degnissima, ma deve farsi conoscere in città e ha poco tempo per farlo, altrimenti rischia d’essere un carneade» (il "chi era costui?" di manzoniana memoria ndr). Tutt’altro genere di problemi a centrodestra dove il sindaco è visibilissimo: non foss’altro, per la mole. Rischia però, per Rossi, una "cura dimagrante" che nei fatti è già in atto: «Se il secondo municipio (il riferimento è ad Agesp Servizi ndr) avrà ulteriori spazi, avremo un sindaco dimezzato» è l’analisi.

– "Siamo come Churchill: lacrime e sangue, altro che poltrone"
Si va avanti per conto proprio, insomma: «Siamo come Churchill» dice l’ex sindaco tirando in ballo l’insigne statista britannico: «Promettiamo lacrime e sangue, non posti. Bisogna lavorare ad un programma degno di una città che deve tornare innovativa, nei fatti, non nelle parole». Al centro di tale programma dovrà esservi l’articolo 1 della Costituzione: «L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro». E Busto? «Vogliamo che torni anch’essa a fondarsi sul lavoro. Un occhio attento all’occupazione, alle strutture di supporto al lavoro, agli operai che soffrono» e patiscono la crisi, «è quello che ci vuole. Dal lavoro noi busocchi abbiamo avuto tutto: se viene a mancare questo, alla città manca il propellente. Il resto sono pure chiacchiere, incluso dire che se Monza è capoluogo, Busto è capitale. Stiamo con i piedi per terra, e zappare. Alcuni problemi sono stati sottovalutati, altri affrontati in modo non consono all’uso cittadino».
E la candidatura? Presto per parlarne, bisognerà confrontarsi con "chi ci sta" alla proposta centrista dei seguaci di Rossi, e l’ex sindaco non esclude di accettare candidati "altri", se degni.
Infine, un augurio alla città per il 2011: «di svegliarsi, perchè Busto è stata addormentata a suon di parole, e si crede d’essere quel che non è più. Ha ancora potenziale, questo sì, e tanto: ma è ferma confronto ai vicini. Ha un bel dire il sindaco che non ha fatto mutui: e per cosa mai avrebbe dovuto farli, viste le opere fin qui (non) realizzate?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2011
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