PGT, il Partito Democratico presenta 26 osservazioni

Per i democratici in città il suolo viene difeso a parole, ma non nei fatti, contro l'avanzata del cemento. Si chiedono all'amministrazione comunale scelte chiare e non demandate interamente ai privati

A Legnano il Partito Democratico, forza di opposizione in consiglio comunale, focaizza la sua attenzione sull’urbanistica,e  in particolare sul Piano di Governo del Territorio, nel contesto di una città ancora in crescita e che ha visto forti ed evidenti cambiamenti nelle proprie zone centrali negli ultimi anni.
Nel quadro del procedimento che dovrà portare all’adozione del PGT di Legnano, il Partito Democratico ha presentato 26 osservazioni, che saranno prossimamente disponibili sul sito web del Circolo (www.pdlegnano.it/). Sono il frutto di incontri succedutisi nelle scorse settimane, cui hanno partecipato appartenenti al partito, ma anche cittadini non iscritti che hanno voluto collaborare e impegnarsi personalmente. La natura delle osservazioni, scrive il portavoce del PD legnanese Salvatore Forte, è molto varia: "spaziano da richieste di informazioni e di rettifica puntuale dei documenti a proposte di modifica degli interventi in certi Ambiti di Trasformazione, per lo più a difesa dei piccoli esercizi e a mitigazione dell’atteso sovraccarico di traffico. In altri casi, e con una visione più ampia, investono aspetti della politica o, meglio, della mancanza di politica, in materia di mobilità e di commercio, fino ad elementi fondanti, come il consumo di suolo, deprecato a parole nei documenti preparatori, ma accresciuto nella realtà dei progetti di trasformazione presentati. Viene evidenziata anche la sostanziale inerzia della Amministrazione nell’assicurare una adeguata informazione e partecipazione dei cittadini alla formazione del PGT. Per finire, alcune Osservazioni chiedono atti precisi, quali la costituzione di un polo universitario della facoltà di ingegneria, la destinazione a uso pubblico dell’area della Manifattura, l’accessibilità totale al fiume Olona nel tratto nord del corso cittadino".
Le osservazioni citate non costituiscono, si precisa, un giudizio globale sulla proposta di PGT: giudizio che potrà essere espresso quando verranno rilasciati, tra l’altro, il Piano delle Regole e il Piano dei Servizi che ne sono parte integrante.
Al di là delle osservazioni, comunque i democratici legnanesi rilevano nella documentazione fin qui proposta anche degli elementi positivi, quali "gli obiettivi di riqualificare il corso del fiume, di recuperare edifici industriali storici, di decentrare alcune funzioni e soprattutto di favorire l’insediamento industriale, obiettivi di cui la concreta attuazione, come prevista, si presta però a diversi interrogativi e obiezioni". Accanto a questi, "debolezze fondamentali, quali la mancanza di una efficace strategia della mobilità e un ruolo eccessivo assegnato a strutture commerciali al dettaglio, di grande e media dimensione, a scapito dei negozi più piccoli e/o con intuibili ripercussioni sul traffico, già problematico". Insomma, troppi supermarket e simili.

Più in generale, il PD rileva "la mancanza di una chiara visione delle linee lungo le quali dovrebbe svilupparsi la città, nonostante i professionisti che hanno redatto il Documento Programmatico avessero delineato con chiarezza, alla sua conclusione, i possibili scenari alternativi: industriale, residenziale, servizi. Ovviamente non è questione di scegliere una sola opzione a scapito delle altre; tuttavia ci si sarebbe potuto aspettare una presa di posizione più netta e dichiarata" in vista delle scelte da effettuare nel Documento di Piano (identificazione degli Ambiti di Trasformazione) e, successivamente, nel Piano delle Regole, nel Piano dei Servizi e nel Piano del Traffico.
L’impressione dei democratici è invece che, "un po’ a buon mercato, gli Ambiti siano stati scelti principalmente perché adesso sono vuoti, nel senso che sono a campi, prati e boschi ( che evidentemente non devono esistere dentro Legnano) oppure che è venuta meno la loro antica destinazione (caserma, aree dismesse). Ma i rimanenti 16/17 della città non meritano una parola?
Inoltre, dentro gli Ambiti, grosse percentuali di ripartizione vengono destinate indistintamente a commercio al dettaglio, uffici, artigianato, banche, alberghi ecc., lasciando al costruttore la allocazione effettiva degli spazi. Chiaro che gli operatori devono essere liberi di scegliere, ma il Comune non può proprio orientare queste scelte, posto che, ad esempio, 500 mq di banca hanno risvolti occupazionali, reddituali, di traffico, di immagine completamente diversi da 500 mq di commercio al dettaglio o da 500 mq di “centro benessere”?" Tutte domande che il partito gira all’amministrazione del sindaco Lorenzo Vitali, corredate delle osservazioni raccolte tra i cittadini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2011
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