Pm10, Varese mai così male

Nella giornata di giovedì il livello è arrivato a 110 microgrammi/metro cubo, per la prima volta il doppio della soglia d'allarme di 50. Legambiente: "Tavolo tra i Comuni convocato troppo tardi"

I numeri dell’emergenza
Nel mese di gennaio a Varese, finora, in 14 giorni su 27 il Pm10 ha superato la soglia fissata per legge a 50 microgrammi/metrocubo. Il record negativo è stato raggiunto proprio ieri: 110 microgrammi!
«Un dato, quest’ultimo, mai verificatosi l’anno scorso» sottolinea Dino De Simone, presidente di Legambiente Varese, che più volte è intervenuto pubblicamente per portare all’attenzione il problema dell’inquinamento dell’aria. I numeri di questo mese infatti sono preoccupanti, ma non sono una novità.
 
Problema strutturale, interventi strutturali
Nel 2010 per ben 40 volte era stato oltrepassato il limite, 5 giorni in più di quanto consenta la normativa. La media annuale nel capoluogo di provincia, secondo i dati dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, è stata di 30,8 microg/mc. Risultato di una media tra i mesi primaverili ed estivi, in cui il problema non sono le polveri sottili, e quelli invernali, in cui si raggiungono invece livelli altissimi.
«Proprio perché è noto a tutti, già a novembre avevamo chiesto che si ragionasse di interventistrutturali – spiega De Simone -. Il tavolo tra Varese, i comuni limitrofi, Asl e Arpa è una buonissima cosa, a patto che non si convochi per la prima volta il 27 gennaio, nel pieno dell’emergenza. Per di più, senza prendere alcuna decisione immediata. Questo problema è o no una priorità?»
 
I fattori di incidenza e le proposte
Le cause principali della concentrazione di Pm10 sono il traffico automobilistico e il riscaldamento degli edifici. Per questo il circolo ambientalista propone di avviare una campagna di controllo e sostituzione degli impianti termici non efficienti, di sostenere il teleriscaldamento e di incentivare la riqualificazione energetica delle abitazioni. «Scelte che sarebbero utili all’ambiente, alla salute e anche al rilancio della green economy».
Sui trasporti la posizione di Legambiente è chiara: «bisogna portare quote di spostamento dall’auto privata ai mezzi pubblici. Si realizzi un piano di estensione delle corse degli autobus urbani anche ai paesi limitrofi a Varese, si potenzi la rete del trasporto pubblico, si appoggino iniziative anche dei privati come il car sharing e il car pooling. Il tavolo tra i vari Comuni è la sede giusta per fare questo».
 
L’assurda politica di tagli al trasporto pubblico
Tutto ciò va evidentemente in direzione contraria rispetto a quello che sta accadendo ora: tagli economici al trasporto pubblico, aumento delle tariffe per i cittadini, tagli delle corse. Il costo di un biglietto arriverà a un euro e venti centesimi, superiore per esempio a città come Milano e Firenze, che offrono servizi sicuramente migliori.
«Chiediamo al Sindaco Fontana, anche in quanto presidente di ANCI Lombardia, di farsi portavoce dei gravi disagi che incontrerà dal primo febbraio chi utilizzerà i bus. Le conseguenze – attacca Dino De Simone – saranno molto probabilmente più auto in circolazione, più traffico, più inquinamento. L’alternativa è un piano industriale del trasporto pubblico varesino, per non far ricadere sugli utenti l’effetto dei tagli, pensando piuttosto a come incrementare offerte, abbonamenti, entrate».
 
Il sogno ambientalista
«Abbiamo un sogno – conclude il presidente di Legambiente Varese -: che a gennaio del prossimo anno qualcosa sia cambiato. Che non ci ritroveremo a dire le stesse cose, a rispondere in ritardo e male ad un problema noto, che riguarda la nostra salute e la qualità della vita».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2011
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