Portinaio infedele “arrotonda” con i bancomat dei suoi condòmini

L’uomo è stato arrestato dai carabinieri: in sei mesi ha prelevato 12mila euro con le carte di credito ricevute via posta e mai consegnate ai proprietari

Un portinaio scorretto finisce in manette. Il guardiano, con uno spirito d’iniziativa particolare, è stato arrestato dai carabinieri di Saronno per aver utilizzato le carte di credito e i bancomat prelevati nella posta dei condòmini del palazzo dove lavorava. Il 47enne di origini campane è finito in manette dopo le prime denuncie dei condòmini dello palazzo di via Pagani, tutte giunte quasi in contemporanea ai carabinieri di Saronno.
Ma andiamo con ordine. I fatti si sono verificati tra i mesi di marzo ed ottobre 2010, e le indagini dei carabinieri sono iniziate in seguito a una serie di denunce dei residenti.
Nelle denunce si faceva sempre riferimento a un utilizzo di alcune carte di credito, senza che i proprietari ne avessero mai ricevuto la materiale disponibilità. Le denunce avevano un comune denominatore: provenivano tutte da soggetti abitanti nello stesso condominio, così come lo stesso era il luogo di recapito delle diverse buste al cui interno erano contenute le tesserine bancomat ed i codici segreti.
 
In poche parole, il portinaio infedele riceveva la corrispondenza dei condomini, si appropriava a loro insaputa delle tessere e dei relativi codici, talvolta anche falsificando il registro delle firme per la consegna della corrispondenza. In seguito li utilizzava per fare spese nei negozi o addirittura per prelevare contanti in diversi sportelli bancari. Con questo sistema sono stati prelevati agli ignari titolari complessivamente circa 12mila euro in contanti.
Non contento di questo “fine” lavoro, il portinaio, secondo le indagini dei carabinieri, avrebbe commesso anche un furto nell’abitazione di una condomina, rubando argenteria e dei monili in oro. L’uomo, che aveva anche dei precedenti penali, è stato quindi arrestato nella giornata di martedì e ora si trova nel carcere di Busto Arsizio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2011
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