Pozzi dell’acqua a rischio, venerdì un’assemblea pubblica

Le associazioni denunciano i rischi connessi alla riapertura della cava dei Trescali, a due passi dalla Valle della Bevera che rifornisce d'acqua la città. Hanno prodotto anche un video

Dopo i gravi fatti dell’ inquinamento della falda di Luvinate a novembre, i cittadini varesini sono in allarme. La Bevera è la risorsa idrica di buona parte della città di Varese e dei comuni limitrofi. Ma ora la riapertura della cava Italinerti costituisce una seria minaccia per la loro acqua potabile. Decine di associazioni e comitati si sono messi da tempo insieme e hanno dato vita al gruppo “A difesa della Valle della Bevera e dell’acqua di Varese”: interventi, iniziative, documenti, e ora la prima assemblea pubblica nella città capoluogo. L’appuntamento è per venerdì 28 gennaio alle ore 20.45 presso la Piramide in piazza De Salvo (quartiere Bustecche).
L’ obiettivo è sensibilizzare le famiglie della città, far conoscere l’origine dell’acqua che esce dai rubinetti delle loro case e i pericoli di inquinamento ai quali vengono sottoposte le sorgenti e i pozzi da cui essa proviene. Il piano cave della Regione Lombardia consente infatti alla ditta Nidoli-Italinerti di riaprire la cava sulla collina dei “Tre Scali”, tra Cantello e Varese, per lo scavo di quasi 2 milioni di metri cubi di materiale. Il tutto per sanare il danno di una cava abusiva che la ditta stessa ha contribuito a scavare tra il 1985 e ‘86.
I rischi? «Secondo l’ultima relazione di Aspem – dichiarano i rappresentanti del gruppo – sono l’ aumento della vulnerabilità della falda durante gli anni dell’intervento e anche dopo, il pericolo per i pozzi della Valsolda specialmente quello più a sud, l’impossibilità di sfruttare, sicuramente per tutti gli anni dell’escavazione, le risorse idriche al momento buone e abbondanti, presenti più a sud verso la piana di Malnate». 
La Valle Bevera è un territorio cruciale: «vuol dire corridoi ecologici, biodiversità, risorse idriche – concludono gli organizzatori dell’assemblea -. Ma anche discariche abusive, cave, infrastrutture in costruzione. E’ necessario che anche i cittadini di Varese conoscano e diffondano le informazioni, per vigilare e fare pressione». L’impegno del gruppo proseguirà anche dopo la serata del 28: il venerdì successivo, 4 febbraio, è infatti già previsto un incontro pubblico sullo stesso tema con gli enti locali a Palazzo Estense. Nei giorni scorsi le associazioni avevano scritto al sindaco di Varese, Attilio Fontana.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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