Pro Patria, mezza squadra ancora senza un centesimo

Ancora un incontro oggi allo Speroni con Pattoni. "l'abbiamo convocato noi" dice il mister Novelli. Il patron ha proposto riduzioni degli ingaggi, "a chi non vede stipendi da luglio". Incertezza totale sul futuro

Nuova puntata nella drammatica telenovela della Pro Patria, nel giorno della partenza per valenza Po dove domani i tigrotti giocano in trasferta. Oggi, sabato, si è presentato di nuovo allo Speroni il detentore delle quote societarie di maggioranza, Massimo Pattoni. «Lo abbiamo convocato noi» precisa uno stanco Raffaele Novelli, il mister. «È venuto alle 14, e siamo rimasti in riunione per oltre quattro ore con lui, prima insieme, poi individualmente. La situazione è questa: undici giocatori non hanno ancora ricevuto un centesimo. Così anche magazzinieri e addetto stampa. Solo cinque o sei hanno ricevuto tutto il dovuto», e sono quelli che prendevano meno: «sui 1100 euro al mese, tre mensilità». Un’altra dozzina di persone tra staffe giocatori hanno ricevuto un acconto, «ma molto ridotto, non era lo stipendio nostro e la proprietà lo sa». Durante le riunioni con i giocatori ancora non pagati, «a gente che non vede la paga da luglio è stato chiesto di venire incontro con abbattimenti (del monte paga ndr) anche del 50-60%».
Risultato: «il problema è lo stesso di prima». Con buona pace dello show di buona volontà di pochi giorni or sono, con Pattoni armato di assegni poi tramutatisi in bonifici, sì, ma insufficienti a coprire il (corposo) dovuto. «Io non mi ero illuso» fa Novelli. Ingenuo chi ha creduto che qualcosa potesse cambiare in meglio: ne facciamo ammenda. Di certo queste notizie, pur prevedibili alla luce delle premesse, non faranno piacere a Palazzo Gilardoni, visto che l’amministrazione due giorni fa, sia pur con prudenza, ci ha praticamente messo la faccia.
«C’è grande confusione, e nessuna garanzia» dice Novelli, poche parole per volta, pesandole, non è uno che parla a vuoto. «Se qualcuno pensava che ne eravamo fuori, si sbagliava di grosso».
E il futuro? La squadra che si trovava sul pullman mentre parlavamo con il mister, potrà scendere ancora in campo o si disperderà ai quattro venti? «Futuro? Non so cosa accadrà domattina. Non c’è serenità, non c’è morale. Si vive con grande difficoltà questa fase. Dovremo essere bravi ad estraniarci da tutto quelle due ore prima della partita, del resto l’unica soddisfazione per noi è la classifica, è il risultato sportivo. Però non è giusto. Non c’è chiarezza. La cosa che uno vuole sperare a questo punto è che le istituzioni vigilino su questa situazione. Attentamente. Li ringraziamo dell’attenzione che ci hanno già tribuatto, del resto capiamo che c’è l’ordine pubblico, e tutto». C’è la questione delle cessioni di giocatori, lunedì sarà ancora una giornata chiave. «Gli organi competenti dovranno vigilare e controllare» ripete Novelli, «dico questo: se abbiamo pezzi pregiati da vendere, non svincolati, chissà che non si riesca almeno a coprire gli stipendi, quelli veri» precisa. «Sacrifici? Si facciano pure, purchè servano, e in modo trasparente e chiaro. L’unica persona incaricata per eventuali cessioni, si sappia, è il direttore sportivo Regalia. In qualsiasi cessione di giocatori deve essere interessato lui. Se così non fosse, vorrebbe dire dire che trasparenza non c’è. In ogni caso, gli organi di controllo possono fare le verifiche del caso».
Lo sfogo finale di Novelli è sincero e amaro: «Vorremmo per un giorno solo poter parlare di calcio. Un giorno solo. Fin qui non abbiamo mai potuto goderci le nostre vittorie: ogni volta, sapevamo che l’indomani i problemi sarebbero stati pesanti. Ma lo sappiano i tifosi: l’impegno, il nostro impegno, rimane sempre quello. Ormai, però, tutto passa sopra le nostre teste».

La replica di Pattoni

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2011
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