“Progetto Rompicapo”: per tenere la testa sulle spalle

Un'iniziativa di prevenzione a cura della coop sociale Progetto 98 e appoggiato dall'assessoreato ai servizi sociali avvicinerà i ragazzi delle superiori a coetanei usciti dal coma dopo gravi incidenti

Nell’ambito delle iniziative di prevenzione di comportamenti a rischio da parte degli adolescenti, l’assessorato alla Famiglia e Servizi Sociali sostiene il progetto Rompicapo, promosso dalla Cooperativa Sociale Progetto 98.
In sintesi, si tratta di una serie di incontri che giovani usciti dal coma ed in fase di riabilitazione sociale dopo traumi cranio-encefalici avranno con gli studenti degli istituti scolastici superiori.
Partecipano al progetto, che ha avuto inizio a novembre e si concluderà nel mese di marzo, il Liceo artistico P. Candiani, l’Istituto tecnico commerciale E .Tosi, il Liceo scientifico A. Tosi, il Liceo classico D. Crespi,l’Istituto professionale IPC P.Verri, l’Istituto statale istruzione superiore C. Facchinetti.
I giovani “testimonial” sono Ariel Nili, Daniele Mazzilli, Simone Viccari, Roberto Granini, Fabrizio Torresan; il gruppo è guidato dagli educatori Luca Rinaldi e Francesca Paolini e coordinato da Paolo Colombani.
Spiega il presidente di Progetto 98 cooperativa sociale, Norma Mazzetto: “dopo un lavoro di auto coscienza iniziato nel 2007, il gruppo ha deciso di mettere a disposizione dei coetanei delle scuole la propria esperienza per “mostrare” che gli esiti del trauma cranio-encefalico comportano handicap anche severi; sfatare la falsa credenza che il “risveglio” dal coma sia un evento miracoloso coincidente con la guarigione; impattare sull’immaginario dei giovani affinché trovino motivazioni alla modificazione del comportamento a rischio individuale e di gruppo. E’ questo un modo per dare voce a una esperienza dolorosa e trasformarla in utilità per sé e per gli altri. Bravi e coraggiosi ragazzi!”.
Per l’assessore Mario Crespi, ”Progetto 98 è una realtà che aiuta concretamente le persone e che ha trovato il modo per far sì che i soggetti che ricevono la loro assistenza diventino anche testimonial in prima persona per far capire ai giovani, ma non solo a loro, come gli errori possano pagarsi cari."

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2011
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