Prospettive di bilancio: tributi stabili, avanti con recuperi e accertamenti

È presto per fare annunci, ma le prime indicazioni dell'assessore Crespi vanno in questa direzione. Con "se" e "ma" dietro l'angolo su federalismo fiscale e trasferimenti statali

La vita non è sempre ricca di soddisfazioni per gli amministratori pubblici, alle prese con tagli di risorse da una parte, opposizioni occhiute e richieste di una cittadinanza giustamente esigente dall’altra. Qualche volta però c’è motivo di essere contenti. Di certo lo è Giovanni Paolo Crespi, l’assessore al bilancio del Comune di Busto Arsizio, mentre legge la nota di Fitch Ratings che dà una sorta di "benedizione" al bilancio comunale come gestito in questi ultimi anni – non sul piano politico, s’intende, che è compito del consiglio comunale esaminare e approvare o criticare, ma su quello della gestione complessiva del "dare e avere". «FitchRatings, diciamo, non è proprio l’ultima arrivata nel campo; analizza, a scadenze periodiche, l’andamento delle finanze comunali, non è la prima volta che dà il suo giudizio» ricorda Crespi. «Per procedere a quest’ultima analisi ha mandato i suoi funzionari a Palazzo Gilardoni, ha tra l’altro sentito anche me e il ragioniere capo. A fronte della sintesi che hanno diffuso c’è quindi tutta una valutazione complessiva», che ovviamente non entra nel merito politico delle scelte, «nè va a sindacare sulla la qualità dei servizi». Posti questi piccoli caveat, o disclaimer come si dice oggi, per Crespi il giudizio positivo è motivo di soddisfazione. «Certo, c’è il mio lavoro dentro questa valutazione, ma c’è anche quello del mio predecessore, Alberto Cattaneo»; c’è quella gestione del debito che il sindaco rivendica ogni tre per due, persino davanti alla polenta e bruscitti della Giöbia; c’è la prospettiva di bilanci futuri su cui l’agenzia di rating è, incrociando le dita, ottimista.

Questo per il cittadino comune non ha riflessi visibili. Scendendo dall’Olimpo della finanza al terreno del cittadino, che del Comune vede i tributi o le multe, le buche nelle strade o l’ufficio che più o meno funziona e risponde, bisogna cominciare a introdurre il bilancio di previsione, l’ultimo dell’amministrazione Farioli prima delle elezioni. Non sarà probabilmente necessario "correre" più di tanto, se si andrà a votare in primavera avanzata; si temeva di doverlo fare in caso di voto a marzo, prospettiva ormai allontanata. L’amministrazione aveva dichiarato già l’intenzione di procedere comunque, anche in quel caso, a votarlo. «Sul bilancio stiamo lavorando da novembre» riferisce Crespi. Ci sono ancora alcuni grossi se e ma sul piatto: «federalismo fiscale e trasferimenti statali». Da quanto si deciderà (o meno) a Roma, fra una lite parlamentare e una televisiva sul bunga bunga, dipenderà non poco. Chiediamo all’assessore qualcosa sull’aspetto tributi: «È vero che leggo ora che avrebbero sbloccato l’addizionale Irpef, ma così su due piedi, se proprio devo sbilanciarmi, non credo che sarà necessario ritoccare i tributi». Sarebbe del resto assai poco popolare farlo, specialmente sotto elezioni. «Proseguiremo invece nella politica degli accertamenti e dei recuperi» sui tributi evasi o in vario modo da recuperare; quella che l’anno scorso sulla Tarsu ha provocato una mezza battaglia politica. Tutto fra gli alti lai dei bustocchi colpiti da cartelle esattoriali a volte draconiane, poi spesso ridotte dopo defatiganti andirivieni e spiegazioni con le società incaricate di risistemare i database catastali del comune. I dibattiti al riguardo erano poi risultati in una proposta leghista di modifca del regolamento che è tuttora tecnicamente all’ordine del giorno, ma non è mai stata votata e, riferisce Crespi, risulta nei fatti sussunta in un lavoro di modifica che va avanti da tempo. Ancora una settimana fa in consiglio comunale il tema è stato toccato, con un battibecco tra un consigliere del PdL come Diego Cornacchia, che invitava il presidente della commissione bilancio a tornare sul tema e riprender ein mano il regolamento e per il PD D’Adda che ricordava come ciò fosse inutile: «ormai il danno è fatto e i cittadini sanno come valutare la situazione».
Se in excelsis, ossia a FitchRatings, il bilancio di Busto "piace", per dirla alla facebook, e appare sano nei suoi fondamentali, è a Palazzo Gilardoni che si fanno poi i conti "veri": quelli con le scelte concrete sull’utilizzo dei fondi e il reperimento dei medesimi. Ossia, in una parola, con la politica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2011
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