Pubblico e privati insieme per il “Pulmino amico”

Accordo con un’azienda privata che mette a disposizione il mezzo sponsorizzato da ditte del territorio. Sarà utilizzato per il trasporto dei bambini del centro di aggregazione giovanile

Immagine di repertorioUn pulmino comunale per il trasporto dei bambini del centro di aggregazione giovanile del Matteotti. In arrivo anche un mezzo per il trasporto dei disabili e degli anziani. Il tutto grazie a una partnership tra il comune un’azienda di Modena, chiamata proprio “Pulmino amico”. L’accordo prevede che l’azienda metta a disposizione del comune i mezzi “a costo zero”, mentre loro si occuperanno di recuperare la pubblicità che coprirà nel tempo i costi dei mezzi tramite sponsorizzazioni
Il progetto è stato presentato martedì mattina in comune: «Il primo mezzo entrerà in funzione nei prossimi giorni e sarà destinato al trasporto dei bambini del centro di aggregazione giovanile del quartiere Matteotti – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali e vicesindaco Valeria Vallioni -. Le spese a carico del comune saranno per l’autista e il carburante».
Il responsabile dell’azienda ha invece spiegato che sono già 700 i mezzi in dotazione ai diversi comuni d’Italia «che hanno scelto questa metodologia proprio per far fronte ai continui tagli a cui sono costrette le amministrazioni lacali – ha spiegato Enrico Benini -. La sinergia tra pubblico e privati è possibile, soprattutto in questo settore dei servizi sociali, dove gli stessi privati non fanno solo pubblicità, ma si assumono un impegno nei confronti della loro stessa comunità».
I pulmini in dotazione avranno il logo del comune e la scritta dei servizi sociali: «Di fatto saranno dei mezzi pubblici a tutti gli effetti – ha aggiunto il sindaco Luciano Porro -. Se la pubblicità e l’anima del commercio, in questo caso lo è anche del sociale. I privati sostengono così un servizio in questo momento di scarse risorse. Tempo fa abbiamo lanciato l’appello ai privati per aiutarci a risolvere diverse questioni: case, alloggi e trasporti, come in questo caso. Senza questo aiuto oggi gli enti locali non ca la potrebbero fare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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