Recalcati: “Abbiamo ritrovato difesa e anima”

Per il coach della Cimberio si riparte da qui. In settimana risonanza magnetica per Thomas in campo nonostante il forte dolore. Trinchieri: «Il canestro di Goss dalla trequarti ha cambiato la partita»

Lo sport non è solo calcolo, allenamento e schemi. E meno male. C’è una componente imponderabile che non è la fortuna, ma l’atteggiamento psicologico a cui va aggiunto l’orgoglio di appartenere ad una squadra che ha una storia sportiva importante da onorare. In una sola parola è l’anima, che ti fa ritrovare la luce nel momento più buio.
Nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria di Varese contro Cantù. Con un vantaggio di 17 punti, poi, sarebbe stata una pura follia. Eppure è successo. La Cimberio vista nel derby, pur con in campo tre azzoppati, è stata un’altra squadra. Con anima, appunto, anche se Charlie Recalcati la butta sul pragmatico e parla di «partita di grande sostanza».
La squadra nell’ultimo mese  è stata accompagnata da molti problemi fisici, primo fra tutti quello di Jobey Thomas, in campo dolorante. Il presidente del consorzio "Varese nel cuore",  Michele Lonero, ferma l’ala americana appena fuori dallo spogliatoio e, battendogli la mano sul petto, gli dice: «Sei stato un esempio per tutti. Te ne siamo grati, la società e i tifosi».
Thomas ringrazia con un sorriso ma, subito dopo, quando prova a spiegare che cosa gli succede, sul suo volto compare una smorfia di dolore. «Poco prima di Natale, durante un allenamento, ho sentito una fitta poco sotto il ginocchio sinistro e da allora il dolore non è più passato. Appena provo a spostare il peso su quella gamba aumenta di intensità. Farò una risonanza magnetica in settimana per capire meglio, non mi era mai capitato in carriera».
Recalcati, parlando di Thomas, lo definisce «un patrimonio della pallacanestro Varese». Ci vorrà circa un mese per rimetterlo in sesto. In settimana il presidente Vescovi, che sta già lavorando sul mercato, deciderà se acquistare un sostituto temporaneo.
La difesa ritrovata è stata la chiave che ha permesso alla Cimberio di aprire una nuova fase della stagione in corso. «Dai dati statistici siamo la peggior difesa del campionato e da qui siamo ripartiti – spiega il coach di Varese -. Aumentando l’intensità e lavorando sulle scelte difensive abbiamo avuto meno difficoltà in attacco. Oggi non ci siamo preoccupati dei falli che è normale farli se sei aggressivo. Abbiamo avuto qualche difficoltà nel primo tempo, ma poi abbiamo sistemato tutto con migliori geometrie in campo. Questo è lo spirito di cui abbiamo bisogno. Non sono scaramantico ma spero che nelle prossime settimane si possa essere sempre in dieci per poter lavorare bene. L’ultimo problema è quello delle Final Eight di coppa Italia».
Recalcati allontana anche le strane voci di mancati pagamenti degli stipendi e difficoltà economiche della società. «Questa mi giunge nuova. Da quando abbiamo iniziato non c’è stato un solo giorno di ritardo. Qui gli stipendi arrivano con puntualità».

Se Varese si è distinta per l’intensità del gioco, Cantù ha «perso la trebisonda in difesa» per usare una definizione dell’immaginifico Andrea Trichieri. Il coach canturino individua nel canestro di Phil Goss dalla trequarti il momento preciso in cui «la partita ha cambiato padrone». Un canestro da antologia, segnato per di più sul finale di tempo. «Un cosa così – continua Trinchieri – ti toglie la scimmia di dosso. Ho provato a farlo capire ai miei giocatori, ma non ci sono riuscito. Prima di quel canestro noi abbiamo risposto a tre spallate della Cimberio e abbiamo anche messo il muso avanti, poi non abbiamo capito più niente in difesa e non c’è stato modo di riprenderli».
L’allenatore di Cantù non cerca scusanti. «Varese ha meritato e noi siamo assai colpevoli per quello che è successo. Io penso che la squadra sia stata poco capace di rispondere all’aggressione fisica e questo mi disturba. Con 22 palle perse mi sembra assolutamente complicato rigirarla. Tutte le voci che dipendono da energia, cattiveria agonistica e fisicità sono deficitarie. Noi siamo una squadra che vive di fortissime connessioni tra i giocatori e quando vengono meno ci separiamo sul campo. Oggi abbiamo scelto il modo di perdere meno opportuno e pretendo che questa partita venga archiviata».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2011
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