Recalcati si sfoga: “Non voglio essere un problema per la società”

Il coach ammette gli errori della squadra, chiede tempo per riguardare la partita ma manda un nuovo messaggio al Palazzo: "Se la mia presenza danneggia Varese, io non ci sto"

Non è un dopogara facile, quello che si consuma nel ventre del PalaWhirlpool, dove volano urlacci e dove arrivano parole pesanti da parte di coach Carlo Recalcati. A pochi metri di distanza avviene un episodio spiacevole: i dirigenti della Cimberio rispondono duramente a un ex arbitro importante, presente all’incontro, che a caldo li apostrofa dicendo che “per vincere bisognerebbe fare canestro”. Frase sibillina e completamente fuori luogo per tempistica (meno di 10’ dalla sirena finale) e per situazione, poiché sono proprio i direttori di gara nel mirino per la seconda volta in pochi giorni.
Recalcati inizia la sua disamina con un commento tecnico, ma ci mette pochi minuti a levarsi un peso dallo stomaco. «Varese ha perso perché abbiamo concesso percentuali troppo alte a Biella nel cuore della nostra area ma non solo. Inizialmente abbiamo perso tanti palloni, poi ci siamo rimessi in carreggiata sotto questo aspetto e siamo stati in grado di condurre a lungo il match, anche vincendo il duello a rimbalzo. Nel finale però abbiamo peccato proprio qui, concedendo due rimbalzi delittuosi a Biella che sono stati decisivi. Dobbiamo fare meglio le cose che sappiamo già eseguire, e recuperare dove siamo carenti, e poi dovremo andare a scuola di “terzo tempo” perché quell’infrazione di Goss ha di fatto riaperto e girato la gara».
Nel ricordare quella azione del possibile +9 poi annullato dagli arbitri, Recalcati prende la rincorsa per affrontare la parte più pesante del discorso. «Dal punto di vista personale dovrò fare alcune riflessioni a freddo, dopo la notte e dopo aver rivisto certi episodi. La mia presenza in panchina infatti dev’essere positiva e costruttiva per tutti, invece in questo momento temo che la mia società sia danneggiata, prova ne è che il mio presidente sia arrabbiatissimo». L’ex ct azzurro fuga subito i dubbi e ripete il concetto più chiaramente: «Se le esternazioni dopo la partita del Forum, che per me erano finite lì, hanno questo tipo di seguito allora io non ci sto: non voglio danneggiare la Pallacanestro Varese, non credo ai fantasmi ma a questo punto mi tocca valutare certe cose. Continuo a pensare che un arbitraggio infelice sia dovuto a una giornata storta e so che a caldo è meglio non dare giudizi, quindi mi fermo. Però, ripeto, la cosa che più mi preme è che la società non risenta della mia presenza».
Vescovi, a tal proposito, preferisce non esprimersi ulteriormente, ma la faccia e lo sguardo dicono tutto: la rabbia è decisamente superiore al dispiacere per altri due punti persi e per la quarta sconfitta in fila.
Tutt’altro clima in casa Biella, dove va dato atto delle scuse di Edgar Sosa, andato a esultare sotto la Curva Nord dopo la sirena finale. A portare il ramoscello di ulivo è il general manager piemontese Alessandro Giuliani: «Sosa non ha niente contro i tifosi di Varese né conosce la rivalità tra le due squadre. Mi ha pregato di chiedere scusa per un’esultanza fuori luogo: lui voleva solo festeggiare una vittoria in cui è stato decisivo, ha 22 anni e si è lasciato trascinare».
Accanto a Giuliani c’è coach Cancellieri: «Sono contento perché nella seconda metà di gara la mia squadra ha saputo reggere molto bene la tensione. Un segno di personalità importante per un gruppo che ha molti giocatori giovani, anche se questo non deve essere il nostro punto di arrivo. Veniamo da due sconfitte brucianti e sfortunate, oggi in effetti un pizzico di fortuna in più è arrivato a noi ma devo dire che la lucidità e la difesa ci hanno permesso di conquistare due punti pesanti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2011
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