“Rinascimento bustocco? In questa città prima di rinnovare, si rade al suolo”

Così Carlo Stelluti, il candidato sindaco del centrosinistra che ora sta avviando il lavoro sul programma elettorale. L'urbanistica sarà uno dei temi: "Qui sembra fatta più per i costruttori che per i cittadini"

Il centrosinistra ha mangiato il suo panettone con il candidato sindaco, come si era prefisso; ma non può certo riposare sugli allori. Ancora non si sa quando si voterà, nell’incertezza sulle sorti del governo (anche se alla fine cadesse, non è detto che si vada ad elezioni); un voto più tardivo, a maggio-giugno, sarebbe certo preferibile per l’opposizione. Più tempo per tarre da stimoli e suggerimenti diversi un programma elettorale coerente; più tempo per presentare il candidato Carlo Stelluti, persona stimata ma conosciuta, per impegno lavorativo, sindacale e amministrativo svolto nel Milanese, più fuori città che nella sua stessa Busto; più tempo per fare di forze differenti, ma unite dalla volontà di provare a cambiare registro, una "quadrata legione" elettorale.
Il "panettone", riferisce Stelluti, era buono. «Allo stato attuale, non ho avuto l’impressione di tensioni particolari tra le forze del centrosinisra, anzi. Era ed è esplicita la volontà di addivenire a un programma comune a un’alleanza solida. In questa fase ogni formazione ha portato i suoi contributi, e ne stiamo avviando la sintesi, per ora ancora relativamente ai contenuti generali. Se c’è stato qualche spunto comune? L’ho già detto e lo ripeto: ho colto una volontà di dare spazio a candidature giovani, in varie forze, che ho apprezzato, sarà un elemento di freschezza» che lo ha convinto ad accettare la "corte" fattagli vari dai vari PD, Sinistra Ecologia Libertà, IdV,  Federazione della Sinistra, Manifattura Cittadina. Il matrimonio s’aveva da fare, ora o mai più: bisogna vedere però se gli invitati saranno solo quelli previsti, o se ne aggiungeranno altri. La Befana porterà nella sua calza qualche nuovo alleato, per caso? «Perchè no» risponde Stelluti: ma è un desiderio, non una certezza. «Siamo e restiamo disponibili sepre ad aprirci, già lo siamo aperti, includendo formazioni civiche, vedi Manifattura Cittadina». Altro gruppo "civico" potrebbe essere gli Indipendenti di Centro i quali però, ligi alla denominazione, al momento apparirebbero intenzionati a correre per conto proprio. A decidere sarà sempre un confronto tra programmi: imperativo quindi che la definizione degli stessi non si trascini alle calende greche.

L’urbanistica, tema su cui puntare

Mangiato il panettone insieme, bisognerà puntare dritti all’uovo di Pasqua. E qui sarà tempo di campagna. «C’è un gran malcontento diffuso» riconosce Stelluti, «va messo a frutto, perchè i mal di pancia, di per sè, non sono strategia politica. Bisogna andare a coglierne le cause», e su quelle lavorare.
Stelluti negli scorsi cinque anni ha lavorato sodo da sindaco in un altro Comune (Bollate), facendovi dura esperienza. I lunghi anni di lavoro e attività sindacale sul Milanese, pur vivendo a Busto, gli hanno dato un certo punto di vista "esterno" su alcuni sviluppi. L’urbanistica è uno dei temi sui quali, dice, si potrà impostare un dibattito. «Mi è rimasta una curiosità, proprio "da osservatore"» dice, «perchè le aree dismesse vengono rase al suolo? Vorrei capire: qui non c’è ancora un PGT, se si usa prima tutto il territorio disponibile, poi, cosa si pianifica? Sul piano di governo del territorio, non era meglio iniziare per tempo l’iter e poterlo avere già approvato oggi? Mi sembra che il centrodestra non abbia dato gran rilievo a una legge e uno strumento che sono "suoi" prodotti in Regione. E allora a cosa andiamo incontro? A una mezza città nuova, tutta a suon di piani integrati d’intervento? L’urbanistica di questa città sembra fatta più per i costruttori che per i cittadini». Temi che ritroveremo più avanti.
Intanto, la città vive, esce da un decennio complesso, che non ha mosso mari e monti ma vede ancora una città in crescita, almeno di popolazione. Qualcosa vorrà dire, nonostante la crisi: e c’è chi come Busto24, la pubblicazione comunale, in un’intervista al sindaco, già parla di "nuovo Rinascimento bustocco". Stelluti è perplesso. «Rinascimento di cosa? Si rinasce quando si hanno solide radici nel passato, ma gran parte della storia di Busto ormai è stata distrutta. Qui prima di rinnovare, si rade al suolo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2011
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