Sant’Antonio e i bigliettini retroattivi

Clamoroso in piazza della Motta: i desideri dei tifosi varesini sono stati esauditi prima del tradizionale falò, che ha emesso fiamme biancorosse

(d. f.) Sant’Antonio è furbo e lungimirante. Il falò e la festa a lui dedicati erano in programma alla sera di domenica, "fuori tempo" per i tifosi varesini che avevano in calendario un fine settimana di quelli tosti. E allora ecco la mossa del Santo: esaudire i desideri ancora prima della richiesta, fatta come sempre con i bigliettini da consegnare ai pompieri per l’incenerimento nella grande pira di Piazza della Motta. Desideri mica da poco, perché battere il Torino a Masnago era un sogno che non si realizzava da 35 anni, mentre vincere il derby di basket è più frequente, ma altrettanto importante: non a caso, le fiamme più alte del falò, quest’anno avevano strani riflessi biancorossi.

Pagellone numero 40 del 17 gennaio 2011

Varese 10 - Di solito evitiamo, a stagione in corso, di dare il massimo dei voti. Ma questa volta, come si fa? Una squadra torna in Serie B dopo 25 anni, trova il blasone del Torino alla prima giornata ed espugna il Comunale (preferiamo la vecchia e storica denominazione) insegnando calcio ai granata. Passano cinque mesi, si gioca il ritorno, il Toro è annunciato in grande forma e il Varese gli rifila altre tre reti, derubricandolo a "Vitello", per di più arrosto. E in gol non ci vanno neppure i due migliori in campo, Carrozza e Zecchin. Il tutto mentre, in settimana, il capitano della promozione ha lasciato la squadra…

Raffaele Novelli 9 - La grinta, la passione, la chiarezza (merce rarissima in un mondo di ipocriti e approfittatori) che il mister della Pro Patria ci mette ogni volta che deve fare da scudo ai suoi ragazzi è ammirevole. Sta su una zattera, con ottimi marinai e riesce a dirigerla anche quando pure i soccorritori provano a farla affondare; non sappiamo come si sbloccherà la situazione dei Tigrotti, ma comunque vadano le cose, un Novelli del genere è un esempio per tutti. Anche perchè, piccolo particolare, in campo la squadra rifila sonore suonate ogni volta che scende in campo.

Phil Goss 8 - Il voto non va alla prova di ieri (per quello c’è già un bel "9" nelle pagelle dedicate) ma all’impatto del folletto di Washington sul campionato, visto che prima di quest’anno Phil aveva visto la Serie A solo in televisione e sui videogiochi. Le sue azioni più belle sembrano proprio uscite da un consolle: quando schiaccia il tasto del turbo gli avversari sembrano alla moviola. Chiude il girone d’andata con 16,1 punti e 4,3 assist di media; altro che goss, quando vuole sa anche passarla bene.

Aneta Havlickova e Megan Hodge 4,5 – Le "bombe H" si sono inceppate, o perlomeno hanno le polveri bagnate; nel weekend horribilis di Yamamay e MC-Carnaghi, entrambe ko in tre set, spicca la prestazione disastrosa degli attacchi. Per Aneta si tratta solo di un passaggio a vuoto, anche se è significativo che gli unici "buchi" della sua stagione siano arrivati proprio nelle due sfide con Pesaro e Novara: la pressione dei grandi appuntamenti si fa ancora sentire. Preoccupa invece la condizione dell’americana, sempre più in calo (a Bergamo addirittura il 13% in attacco): Abbondanza la aspetta ancora ma, è inutile girarci intorno, Villa Cortese non può presentarsi alle sfide decisive senza un’attaccante pesante da affiancare a Cruz.

Massimo Pattoni 2 - Non chiedetevi perché il sedicente nuovo patron della Pro Patria non si becca un bello "zero in pagellone". La risposta è semplice, ed è la medesima che dava un professore ai tempi del liceo: «Perdete tempo, vi vestite in modo decoroso, pagate il biglietto del treno e comprate la merendina. Consegnate in bianco ma ci mettete la faccia, quindi zero non ve lo appioppo. Due va più che bene».
Ps: in teoria c’è ancora qualche speranza che Pattoni metta sul piatto qualche garanzia per la Pro, i giocatori, i tecnici e gli altri dipendenti. Nel caso, ci cospargeremo il capo di cenere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2011
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