Un concorso letterario diverso dagli altri, e tre giovani scrittrici

Tre ragazze dell'Itc Tosi di Busto si distinguono nel concorso nazionale Ava Varvello, riservato a sole studentesse degli istituti tecnici, commerciali e professionali

Lunedì 24 gennaio, alle ore 12.00, si è svolta presso l’ITC “E. Tosi” la cerimonia di premiazione del concorso letterario nazionale intitolato ad Ava Varvello, a cui hanno partecipato diverse autorità istituzionali dei comuni coinvolti e della società civile.
Il concorso ha visto l’affermazione di tre studentesse dell’istituto di viale Stelvio: il Premio Ava, infatti, è stato assegnato a Gianna Stella Merisi di 5AI per il racconto “Ricomincio da qui”; Anxhela Gjini di 4BC con “Avrei voluto” si è aggiudicata il premio assegnato dalla Camera di Commercio di Vercelli; infine, Cora Zichella di 5CC – già vincitrice di una passata edizione – ha ricevuto per il racconto “E’ impossibile solo se pensi che lo sia” un riconoscimento speciale: il ruolo di “giurata” nel prossimo concorso.
Il Premio Ava nasce nel 2000 per ricordare Alda Madeo Varvello – mancata il 29 dicembre 1999, il cui pseudonimo quando scriveva era per l’appunto “Ava” – su iniziativa dei suoi tre figli. E’ un concorso letterario riservato alle sole studentesse di Istituti tecnici, commerciali e professionali in quanto Alda Madeo, figlia di artigiani calabresi, non aveva potuto proseguire gli studi dopo i 14 anni, come avrebbe molto desiderato: perciò i promotori hanno inteso dare, a ragazze i cui studi non sono d’impronta umanistica, una possibilità in più di confrontare le proprie capacità letterarie.
Filo conduttore della cerimonia è stato il tema della scrittura: “Scrivere è trovare le parole per dire ed esplorare nuove possibilità di comunicazione”, ha ricordato la preside Nadia Cattaneo, “l’ispirazione è un alibi: imparare a scrivere è possibile”. Una priorità questa per l’Istituto di viale Stelvio, che basa la propria didattica su un approccio per competenze, in cui l’analisi del testo letterario si coniuga con l’attenzione alla produzione scritta.
“Scrivere è un atto di cosmogonia, dove c’era una pagina bianca nasce un mondo, una gamma di emozioni, un’esperienza totale”, ha affermato Laura Campiglio, autrice dei romanzi “Invece Linda” e “Chi dà il nome agli uragani” e graditissima ospite della cerimonia, che ha raccontato alle studentesse e agli studenti la propria esperienza di giovane scrittrice, condividendo le emozioni che si provano nel restituire una parte di sé nella produzione letteraria e il proprio entusiasmo per il mestiere di scrivere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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