Un impianto per togliere l’arsenico dall’acqua

È stato inaugurato dal Comune lo scorso 31 dicembre. Interesserà il pozzo di San Donato nel quartiere dell'Abbazia

Un impianto per togliere le tracce di arsenico dall’acqua del rubinetto. È la soluzione messa in atto dal Comune di Sesto Calende, in collaborazione con Amsc Spa, per risolvere il problema del Pozzo di San Donato (nella zona dell’Abbazia). La questione era diventata di attualità dopo la pubblicazione, da parte dell’Unione Europea, delle richieste di deroga (vale a dire del limite massimo consentito dalla legge) avanzate da alcuni comuni italiani a rischio a causa delle presenza di questa sostanza negli acquedotti. Tra questi c’erano anche tre varesini: Dumenza, Maccagno e Sesto. «L’acqua di Sesto Calende si può bere, i cittadini non corrono rischi». Aveva messo subito in chiaro l’assessore all’ambiente, Raffaele Bertona, spiegando che le quantità di arsenico presente nelle acque sestesi è minima così come dimostrano i dati pubblicati sul sito del Comune

Tuttavia risolvere completamente il problema rimaneva una priorità. È stato così affidato ad Amsc SpA l’incarico di realizzazione dell’impianto e il 9 dicembre scorso è stato sottoscritto l’accordo. Lo scorso 31 dicembre l’impianto è stato inaugurato ed è entrato in funzione. 
"Occorre ricordare – spiega l’amministrazione in una nota – che l’arsenico presente nel pozzo di San Donato è di origine esclusivamente naturale e non antropica. Si tratta di una conseguenza della natura chimica degli strati profondi del nostro suolo, particolarmente diffusa in area alpina". (Nella foto in alto un impianto simile a quello installato al Pozzo di San Donato).

acqua arsenico sesto calendeLe caratteristiche dell’impianto – L’impianto di dearsenificazione è inserito direttamente sulla linea di distribuzione dal pozzo artesiano denominato San Donato. "L’impianto di abbattimento dell’arsenico è completo di bypass generale per la sua esclusione in caso di manutenzione e di una linea di miscelazione per la parzializzazione della portata e la possibile regolazione dei flussi d’acqua trattata e da trattare, regolabile tramite segnale 4-20 mA, suddiviso per ognuna delle due linee di trattamento previste".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2011
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