Un sexy shop vicino alla chiesa? Il comune: “Fuori dal centro”

L’apertura è prevista a febbraio, ma l’amministrazione si opporrà. La proprietaria si difende: “La vetrina non esporrà nulla e ho rispettato le regole, mi trovino loro un altro posto”

Un sexy shop vicino alla chiesa parrocchiale di Tradate? Tutto regolare secondo le carte, ma tra il privato che vuole aprire l’esercizio e l’amministrazione comunale scoppia la polemica. Infatti, in municipio sono stati presentati i documenti per aprire il negozio in via De Simone, chiamato Bollicine, secondo i disegni. Il tutto a 200 metri dalla chiesa parrocchiale Santo Stefano e a 50 dalla libreria religiosa San Carlo. «Abbiamo rispettato la tavola dei colori del comune – spiega Fulvia, la titolare del sexy shop, proprietaria anche del negozio SottoSopra di Varese –. E la vetrina non esiste, non si vede niente. Non vedo che problemi ci possano essere».
 
I problemi a cui fa riferimento la proprietaria del negozio è la possibilità che il comune possa opporsi all’apertura tirando fuori l’ordinanza emanata nel 2005 per non far aprire call center e negozi di kebab in centro città. Ordinanza che richiamava il fatto che non potessero aprire esercizi che disturbassero la quiete e il decoro cittadino. «Ne parleremo sicuramente nella prossima Giunta di giovedì – spiega il sindaco Stefano Candiani -. Sappiamo che non possiamo opporci più di tanto all’apertura di un negozio, ma useremo gli strumenti a disposizione per opporci. Non saremo di certo passivi di fronte a questa situazione. Non facciamo certo gli ipocriti: non è un “no” alla presenza a Tradate di un negozio di questo tipo, è l’inopportunità di aprirlo in quella zona dove il costume e la consuetudine andrebbero valutate bene. Stiamo cercando di dialogare con chi ha richiesto di attivare l’esercizio. È la proprietà che dovrebbe porsi la domanda?»
Sulla questione interviene anche il vicesindaco Vito Pipolo, che ha recentemente ricevuto le deleghe al commercio: «Una soluzione alternativa ci può essere, ovvero che si possa trovare un’altra locazione al sexy shop, non così vicina alla chiesa, fuori dal centro storico. Si tratta di trovare l’equilibrio. Io non è che sono contro, ma non mi può mettere una mostra fallica in vetrina a cento metri dalla chiesa».
 
Fulvia, la proprietaria, non si accanisce contro l’amministrazione: «Non ci sarà nessuna mostra in vetrina. Prima di tutto non sono una scomunicata: è una vetrina completamente coperta, che rispetta tutti i canoni della tabella comunale. Riguardo alla possibilità di trovare un’altra locazione, mi trovi il comune un altro posto, per me questo è l’ideale, c’è un parcheggio ed è vicino al centro. Potrei aprire anche senza autorizzazione, sono andata incontro al comune rispettando le regole. Se vogliono che vada in un altro posto me lo trovino loro, basta che sia a Tradate». Sul pèrche aprire proprio a Tradate, Fulvia risponde ridendo: “Perché no?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2011
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