Una Giöbia tutta tradizione e politica

Gran folla per la mangiata in piazza San Giovanni dopo il beneaugurante rogo dei fantocci, dedicati ai temi più vari: quella dei Giovani Padani contro il "terzo polo", quella della Classe '47 al (fu) monumento ai caduti

«Non è più come ai miei tempi» dicono i bustocchi più in là con gli anni vedendo bruciare le Giöbie 2011 in questo ultimo giovedì di gennaio, proprio come vuole la tradizione. Sfortunatamente, quest’anno la data di questa festa antica coincide con un giorno, il 27 gennaio, che in tempi recenti dovrebbe essere di lutto e meditazione per tutti: quello della Memoria dedicato alle vittime dell’Olocausto. Scherzi del calendario, ma non si è pensato a un rinvio, ultimo giovedì era e ultimo giovedì è rimasto, come sempre è stato.
I grandi pupazzi che alle 19 hanno illuminato i cieli del centro di Busto dal parcheggio di via Einaudi avevano un carattere che si è ormai da tempo allontanato dalla pura tradizione che prescriverebbe una vecchia signora da bruciare per scacciar via il freddo e i mali dell’inverno. Quest’anno però, come ormai da un po’ di tempo a questa parte, la tradizione ha lasciato spazio alla modernità. Infatti tra le giöbie più grosse e significative di quest’anno spiccano “l’Arca” della classe ‘45 e la riproduzione ideata dalla classe del ‘47 del monumento ai caduti recentemente spostato da “piazza Vittorio Emanuele II”. Una di quelle che però ha più colpito è stata quella dei giovani della Lega Nord. Rappresentava “il terzo po(l)lo” per ironizzare sulla nuova formazione politica partorita da Casini, Rutelli e Fini, quest’ultimo rappresentato con le sembianze di un pollo (guai ai vinti, in politica, ma riderà bene chi riderà ultimo, come al solito ndr).
E così, poco dopo le 19, gli assessori Azzimonti e Reguzzoni hanno dato fuoco alle giöbie davanti a moltissime persone, soprattutto bambini. Come tutti gli anni la giornata per i più piccoli, rigorosamente in prima fila, è stata ovviamente straordinaria. Le fiamme che si innalzavano nel buio cielo della città si riflettevano nei loro occhi spalancati; e anche quando crepitavano ormai quasi spente era il loro inseguirsi gioioso intorno alle transenne a dare il segno più certo della rinascita e della vita che continua e si rinnova. Ma mentre le fiamme consumavano gli ultimi brandelli di tessuto o cartapesta, la festa si è spostata, con una vera migrazione di popolo, davanti al sagrato di San Giovanni dove 400 chili di polenta e altrettanti di bruscitt, gratuiti – ma si raccoglievano offerte per il Veneto –  aspettavano bustocchi (e non solo!) accorsi in massa.
Il banchetto è stato inaugurato dal sindaco Farioli e le sue parole hanno avuto per molti il sapore del primo vero comizio elettorale della stagione. «Vorrei ringraziare sopratutto i cittadini e le cittadine di Busto – ha detto Farioli- che mi rendono orgoglioso di essere sindaco della città capitale della Lombardia: siamo la prima città per numero di abitanti della provincia, la prima presenza e operosità delle imprese e pil pro capite». Il sindaco ha continuato ringraziando anche l’assessore Ivo Azzimonti, il gruppo degli Alpini che distribuiva i pasti cucinati da una mezza dozzina di indaffarati chef come sempre capitanati dal macellaio Gianfranco Piran, il Distretto del Commercio che ha sponsorizzato la serata e il panettiere Colombo che ha aderito per il primo anno alla serata, offrendo il dolce di stagione – le chiacchiere. Farioli ha continuato rivendicando alcuni risultati: «Abbiamo la più bassa pressione fiscale della Lombardia, abbiamo raddoppiato gli investimenti e ridotto il debito pubblico» ha detto. E tra tiepidi applausi ha concluso in crescendo di iperboli: «Viva Busto Arsizio, capitale d’Italia!». Non è nota le replica di Roma, ma attendiamo notizie dal sindaco Alemanno. Intanto Busto è sicuramente capirale della festa, e dei bruscitti con buon vino rosso.
Un lungo serpentone, la cui coda finiva a metà di via Cardinal Tosi, ha sfilato davanti all’improvvisata cucina: la balaustra della pista da pattinaggio, tristemente vuota (un’esibizione ci sarebbe stata per accompagnare la serata), si è trasformata in una grande tavolata di fumanti piatti. Almeno 3500 le porzioni servite.
Appuntamento all’anno prossimo, sempre ultimo giovedì di gennaio.

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Giöbia 2011, qui Busto 4 di 29
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2011
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Giöbia 2011, qui Busto 4 di 29

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