Van de Sfroos: laghée, irpino, italiano

Lettera aperta dei rappresentanti di Vallesaccarda, nell'Avellinese, fan del cantante lombardo, che indossò nel 2008 la felpa dei "Luopi di Avellino". "Sei prima di tutto un grande cantante italiano"

de sfroos irpiniaGentilissimo Davide,
i moscerini che impazzano intorno al lampione della vecchia strada dal muro di sassi quadrati, i sussurri frizzanti che la sera ti colgono alle spalle in vie bianche, le voci nude e striscianti di donne fantasma confuse lungo discese e salite, i bambini che impazzano con sandali rumorosi sulla schiena della piazza rotonda, le auto che, come pantere nere e pesci d’argento dagli occhi sbarrati, percorrono le piccole vie del paese; rime appuntate queste ultime, su uno dei tuoi tanti taccuini, dedicate al nostro paese, che hai vissuto nei tuoi trascorsi rotolando verso sud, che, unite ad ogni sussulto di vita mosso in quel di Vallesaccarda, oggi come non mai, ci riportano a te. E’ lo stesso odore balsamico delle piante che hanno destato le tue notti insonni in terra Irpina, che oggi muove l’inebriante aria del sud, che mossa per 939 km giunge fino al tuo “silenzioso”nord, in modo fragoroso e assordante, mescolandosi inevitabilmente con l’odore di magnolia mezzegrina (nella foto Van de Sfroos che indossa la maglia dei Lupi dell’Avellino calcio). Questa è la dimensione che ci ha fatto incontrare lungo questo percorso nazional-popolare un artista straordinario come te. Ci hai permesso di aprire nuovi orizzonti, di aprire quelle porte di una Italia che ha bisogno di misurarsi con altre lingue, con altre culture, perché come spesso hai affermato, nel villaggio globale le differenze ci attraggono, non ci respingono, e sono le diversità dell’Italia che la rendono unica e ci fanno conoscere meglio. Ed è proprio alla luce delle ultime “polemiche” legate alla tua partecipazione alla sessantunesima edizione del Festival di Sanremo, che sentiamo il dovere di testimoniare la nostra vicinanza intellettuale, l’appartenenza musicale e la solidarietà morale ad un artista come te, che, attraverso l’uso ardito e sperimentale della sua musica in dialetto, ha unito le tradizioni dell’Irpinia d’oriente a quelle della Lombardia occidentale, creando così in intere generazioni, una nuova identità e il senso di appartenenza ad un‘unica cultura, che trascende i confini geografici dei luoghi e del tempo. E’ giunto il tempo dunque di far tacere questo diapason stonato che marca i toni di lamentele e risentimenti, il più delle volte moralmente falsi e pretestuosi, ingiustificati e vallesacaradaretorici. Girare e rigirare in questa melassa distruttiva ha stancato un po’ tutti francamente, e il nostro auspicio nell’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia è di riconoscere nel tuo progetto, una musica cosmopolita e senza frontiere, affinchè i pensatori del nostro tempo, si scrollino di dosso qualsivoglia tesi su profezie più infauste, inerenti l’affermazione della cultura dialettale, come chiusura e divisione. C’è una terra al di là del Po’, appartenuta ai Borboni quale Regno delle Due Sicilie prima, terra di Briganti e Brigantaggio poi, una terra con culture radicate nel territorio e tradizioni scalfite nel suo popolo, ed è questa terra che ti ha voluto fortemente e ospitato in diverse occasioni, (quattro anni di fila solo a Vallesaccarda), quale rappresentante delle culture e tradizioni “Lumbard”. E vivendo un esperienza di arricchimento socio culturale immensa, non è un caso se oggi in Irpinia, in 119 comuni, nelle case di 435.000 abitanti, spesso risuona un tuo brano, e ancor più spesso esso è cantato e accompagnato dai più nella tua lingua laghée. Una comune unione di intenti consolidata con il Sold Out del Dacht Forum di Assago, quando una nutrita delegazione di Irpini partecipando all’evento, ti ha visto indossare durante il concerto davanti a diecimila persone, nella tua Lombardia, la ormai famosa felpa “LUPI”, divisa ufficiale dell’Avellino Calcio. Un gesto di forte senso di appartenenza ad un’unica identità, che raggiunse la sua massima espressione nel sedere noi tutti accanto all’onorevole Castelli, che dietro le quinte in uno scambio di battute, è apparso compiaciuto. Questo è Davide Van De Sfroos, altro che cantastorie leghista, come qualcuno ha avuto spesso l’ardire di affermare incautamente, ma al contrario, un grande e solo cantautore ITALIANO. Vallesaccarda, paese capofila nel riconoscere questo attaccamento al tuo progetto, oggi ti è vicina e ti sosterrà in ogni tua futura esperienza, e attraverso i suoi organi istituzionali, quando si placherà questo clamore mediatico legato alla manifestazione canora, proporrà la tua cittadinanza onoraria, perché in questa terra, ad un tiro di scoppio da noi, ci fu il famoso incontro di Teano, e 150 anni dopo, secondo noi, oggi tu rappresenti il Garibaldi “musicale”e “culturale” dei nostri tempi.

Viva Vallesaccarda, Viva Mezzegra, VIVA L’ITALIA…
Maurizio GIANNETTA
( D.A. Eventi Musicali Vallesaccarda )

Gerardo CIPRIANO
( Vice-Sindaco Comune di Vallesaccarda )

Antonio GIANNETTA
( Cav. Ufficiale Repubblica Comune di Vallesaccarda )

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2011
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