Venticinque giorni di prognosi per il benzinaio ferito

Le ferite d'arma da fuoco a spalla e piede fortunatamente non appaiono gravi. L'uomo avrebbe giàò subito altre aggressioni in passato, sempre a scopo di rapina

Venticinque giorni di prognosi per il benzinaio ferito da rapinatori lunedì sera presso il suo distributore di via per Fagnano a Olgiate Olona. L’uomo è attualmente ricoverato in chirurgia generale all’ospedale di Busto Arsizio, e per aver incassato due colpi di pistola sta ragionevolmente bene. I proiettili lo hanno trapassato da parte a parte ad una spalla e un piede: i medici oltre alle ferite, gli hanno risocntrato una frattura ad una delle ossa del piede sinistro. Non c’è stato bisogno di interventi chirurgici particolari, oltre alle cure del caso per le ferite da arma da fuoco. I proiettili non gli sono rimasti in corpo, infatti, nè hanno leso organi o vasi sanguigni vitali. L’uomo è rimasto sempre cosciente e in grado di collaborare, per quanto scioccato e sofferente.
Nella disgrazia dell’aggressione, insomma, l’uomo ha avuto un pizzico di buona sorte. Non meno di quanto avesse avuto coraggio: in un impeto d’ira, brandendo un coltellino e senza pensare alle conseguenze, il gestore dell’impianto si era avventato contro gli aggressori per scacciarli dal gabbiotto e proteggere moglie e figlia, che si trovavano con lui. Un gesto che si sconsiglia vivamente in presenza di delinquenti armati e privi di scrupoli, pronti anche a uccidere per quattro soldi. Ma va capita anche l’esasperazione di chi si trova esposto al rischio: l’uomo avrebbe già subito in un paio occasioni rapine a mano armata, sempre per quelli che alla fine erano pochi spiccioli.
Frattanto le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Busto Arsizio, e non si annunciano semplici. Dei banditi, descritti come due italiani di media statura e carnagione olivastra, è stata data sommaria descrizione dai familiari del benzinaio ferito, ma erano in parte travisati da sciarpe e cappellini. Sembra che avessero compiuto una specie di giro perlustrativo con l’Audi su cui si sono presentati (rubata, va da sé) prima del colpo, ad accertarsi che non vi fossero ostacoli "inopportuni" al compimento della rapina. Bisognerà capire anche se le telecamere di sicurezza presenti possano, data l’ora già notturna, il travisamento dei banditi e gli angoli di ripresa, poter offrire qualche elemento. Oltre naturalmente a tutte le perizie balistiche sull’arma usata, una semiautomatica .40 (10 mm, dunque grosso calibro), che in questi casi possono offrire spunti utili alle indagini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2011
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