Via Roma, avanti a suon di ricorsi: “Illegittime le multe ai disabili”

Si ricorre al tribunale contro il giudice di pace, e a quest'ultimo contro la Prefettura; l'avvocato Pelli contesta l'illegittimità delle multe per ingresso nella zona a traffico limitato e della "giustifica retroattiva" per telefono

Nuovi ricorsi contro le multe fatte dalla polizia locale in via Roma tra metà 2008 e fine 2009, anche ai portatori di pass disabili. Li annuncia il consigliere comunale Audio Porfidio, egli stesso della pattuglia degli invalidi multati (a suo carico circa un etto di verbali, "circa 4000 euro da pagare", un’ingiunzione dal Prefetto di pagarne 923 e centesimi 41 per il mancato accoglimento del ricorso amministrativo); al suo fianco l’avvocato Matteo Pelli del foro di Varese e la dottoressa Enza Tessitore, praticante a Busto Arsizio. Presente per l’occasione anche una famiglia legnanese, i signori D., che ricevute tre sanzioni nello stesso giorno, l’8 dicembre 2009, si è associata alla battaglia del consigliere contro multe considerate non solo inique moralmente, ma illegittime e nulle. Per le sanzioni già confermate dal giudice di pace respingendo un primo ricorso di Porfidio, si ricorrerà come annunciato al tribunale ordinario; al giudice di pace si ricorrerà invece avverso alle ordinanze prefettizie che ingiungono il pagamento delle sanzioni (raddoppiate per il mancato accoglimento dell’istanza), come accaduto, oltre che a Porfidio, anche alla famiglia D.

La vicenda è lunga e tormentosa, ma nota: ampliata con delibera del maggio 2008 l’area pedonalizzata, il Comune decide di installare telecamere di sorveglianza degli accessi alle vie Roma e San Gregorio. Il problema sorge soprattutto sulla prima: fra metà 2008 e dicembre 2009, quando un’ordinanza a firma del comandante della polizia locale, nella quale non si fa cenno di portatori di handicap e invalidità come categoria protetta, inquadra il tutto, vengono elevate un gran numero di sanzioni a carico di automobili pur dotate del pass disabili. Le quali normalmente avrebbero il diritto di transitare dalle ztl, o almeno di farsi togliere successivamente le sanzioni irrogate utilizzando le telecamere. A Busto si è invece deciso che i conducenti muniti di pass dovevano telefonare al comando entro le 48 ore successive ad ogni passaggio: e tutti quelli che non lo hanno fatto sono stati (pluri)multati. Non ha addolcito più di tanto le cose il "colpo di spugna" deciso dal Comune stesso con il "prendi cento, paghi uno", applicato peraltro a titolo strettamente temporaneo. Il colmo è che adesso in via Roma si può passare liberamente, in attesa che si completino i lavori che pedonalizzeranno metà di piazza Trento e Trieste chiudendo l’accesso da quel lato.
“Nei verbali” rilevava l’avvocato Pelli “non è contestata la mancata comunicazione telefonica ma la violazione dell’art. 7 del Codice della Strada, non è corretto. Oltretutto la telecamera in via Roma opera in modo illegittimo, non inquadra chiaramente nemmeno il luogo”; le targhe, però, sì, come ben sanno in molti. “C’è una palese violazione del diritto alla difesa” è la tesi dell’avvocato, “per giunta a carico di persone con difficoltà motorie, c’è chi come il signor Porfidio ha da 25 anni il pass disabili. C’è chi ha chiamato il numero indicato, ma non ha avuto risposta…” Questo andrebbe provato, ma i tabulati telefonici “si possono ottenere solo in caso di reati penali”, e qui non ce ne sono. “E’ una situazione illegale”, ma fin qui nessun ricorso è andato in porto. “I ricorsi fin qui fatti sono stati respinti perchè non adeguatamente motivati", da qui l’intervento dei legali, "ma la cosa grave qui è alla fonte, ab origine” dei provvedimenti, e si cercherà di far valere la questione nelle sedi opportune.
Come denunciato più volte da Porfidio, la delibera istitutiva della ZTL risale al maggio 2008; ad una prima ordinanza del mese successivo ne è seguita un’altra, nel dicembre del 2009, che citava finalmente la necessità di avvisare entro le 48 ore e il relativo cartello, ma senza mettere i disabili fra le categorie esenti, “a differenza” cita l’avvocato “di quanto previsto in ogni altro Comune”. Il cartello d’accesso alla ZTL di via Roma era in loco già da un pezzo, “e indicava un numero a pagamento, non verde”; e in quei diciotto mesi sono stati fatte un gran numero di multe, ovviamente senza eccezioni per i portatori di pass disabili. La tesi è che le multe fatte a questi ultimi sono nulle, poiché per un anno e mezzo le si è inflitte in assenza di un atto che attestasse la prassi della “giustifica telefonica a posteriori” e la posa del relativo cartello, peraltro modificato e ampliato per ragioni di visibilità dopo le prime lamentele. “L’illegittimità è nella disposizione adottata nella sua discrezionalità dalla polizia locale, e che contro i principi di legge esclude persone che avrebbero bisogno di tutela, mentre almeno la delibera del 2008 era un atto politico”. L’avvocato Pelli insiste anche sulla violazione della privacy da parte di questi sistemi di sorveglianza, che comunque vanno a interessare anche gli stessi residenti: “ci sono sentenze di Cassazione che equiparano l’automobile a un domicilio” ricorda. E per qualcuno, in questi tempi di crisi, casse integrazioni e sfratti, purtroppo è davvero così.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 gennaio 2011
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