Vietato lasciare gli immobili abbandonati, arriva la sanzione anti-degrado

Un'ordinanza del sindaco dà mandato alla Polizia Locale di multare i proprietari degli immobili pericolanti in giro per la città. Tanti i luoghi "multabili" ma la sanzione è blanda

Vietato lasciare in stato di abbandono e incuria gli immobili. E’ questo il senso dell’ordinanza sindacale numero 160 emessa il 23 dicembre dal primo cittadino Fabrizio Farisoglio ed entrata in vigore il 1° gennaio, giorno dal quale la Polizia Locale di Castellanza potrà agire per emettere sanzioni a chi non la rispetterà. L’obiettivo è quello di dare un giro di vite al degrado urbano in cui versano alcune zone della città dove sono ubicati edifici fatiscenti e diroccati e dove, oltre al decoro urbano, è compromessa anche la sicurezza dei cittadini.

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Castellanza pericolante 4 di 22

Vista l’originalità dell’ordinanza abbiamo pensato di fare un breve tour fotografico di Castellanza in cerca degli esempi più significativi di questo degrado e gli esempi, in verità, non mancano. A partire dalla via Pomini, dove l’intero lato stazione della strada è costellato da mura pericolanti, capannoni abbandonati e in costante pericolo di crollo, case ormai disabitate. Insieme al degrado "privato" in questo caso c’è anche quello pubblico causato dalla chiusura della vecchia stazione, la quale già versava in condizioni pessime, e che ora rischia di finire come tutti gli altri edifici che la circondano se la burocrazia non scioglierà quanto prima il nodo della cessione delle aree da parte di Fnm al Comune di Castellanza.

Non fa bella mostra di sè la palazzina di corso Matteotti, oggetto di un intervento almeno parziale di recupero finito, anch’esso, nell’abbandono. Se la facciata sulla strada mostra tutti i segni del tempo, comprese finestre e infissi pericolanti, all’interno la situazione è ancor più drammatica con un’ala dell’edificio semi-crollata, uno scheletro in cemento armato di una costruzione nuova, buchi veri e propri che dovrebbero essere i lucernai dei garage sotterranei e una recinzione (che dovrebbe sbarrare l’accesso) sfondata. Chiunque potrebbe addentrarsi all’interno, come dimostrano le foto della galleria, e farsi molto male. Le finestre del vecchio edificio che si affaccia sulla strada, infine, sono tutte aperte alla mercè di chi volesse usarla come riparo temporaneo.

Altri esempi sono l’area di via Cantoni, un cantiere iniziato e fermo da qualche tempo: qui le impalcature sulla strada mostrano segni di incuria da parte dell’impresa che non si degna nemmeno di sistemare le reti arancioni ormai strappate da tempo e penzolanti sulla strada. Questi gli esempi più significativi incontrati in un rapido giro con macchina fotografica alla mano.

La realtà è che Castellanza, come tutte le città del circondario, si ritrova a fare i conti con un assetto sociale ed economico profondamente mutato dai tempi delle grandi fabbriche e se in alcuni casi il recupero e il riuso è riuscito (vedi Liuc) in altri (molti altri) casi questo non è avvenuto o solo parzialmente lasciando scheletri industriali e civili che prima erano coperti da alte mura ma che ora stanno venendo allo scoperto.

L’ordinanza del sindaco, tuttavia, non inciderà molto sulla situazione generale anche perchè prevede una sanzione irrisoria rispetto alle centinaia di migliaia di euro necessari per i progetti più piccoli (non parliamo delle grandi aree ex-industriali) e ai proprietari converrà sempre pagare i 500 euro previsti come sanzione piuttosto che mettere mano al recupero degli edifici diroccati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2011
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