Al cinema per un viaggio sulle tracce di De Andrè

Per la rassegna "Di Terra e di cielo" a Filmstudio'90 viene proposto il fim di Bruno Bigoni, "Il Colore del Vento - Un viaggio nel Mediterraneo sulle tracce di Creuza de M"

Ancora una prima visione alla Sala FILMSTUDIO ’90 (via De Cristoforis 5, Varese) nell’ambito della ricca rassegna “Di terra e di cielo” organizzata con Legambiente, Lipu e tante altre associazioni varesine, unite per questo progetto che pone attenzione all’ambiente e spesso racconta storie di grande valore civile.
Venerdì 13 maggio (ore 20 e ore 22) e sabato (alle 18) viene proposto un film appena uscito sugli schermi italiani, “IL COLORE DEL VENTO – Un Viaggio nel Mediterraneo sulle tracce di Creuza de M ”, diretto da Bruno Bigoni e presentato all’ultimo Festival del Film di Roma. Bigoni (uno dei fondatori del Teatro dell’Elfo), pur non disdegnando incursioni nella fiction (ha lavorato anche come regista di La squadra, famoso serial televisivo, e firmato Veleno, premiato in concorso a Locarno nel 93), si sta affermando nel campo del cinema documentario, e molti lo conoscono per l’ottimo Faber, dedicato a De André.
Il film racconta il viaggio di una nave mercantile nel Mar Mediterraneo. Marinai che vivono sull’acqua la maggior parte della loro vita, che si perdono nel mare per scoprire donne, uomini e città, incrociando popoli e culture, intrecciando passato e presente. Ogni scalo è una città, ogni città una storia.
Il prologo di questo viaggio è ambientato nella città di Barcellona. Anni fa, in una città affacciata sul mare, il sogno di libertà divenne per qualche mese realtà, portando la speranza di un mondo migliore. Conxa Pérez, 95 anni, ultima sopravvissuta delle “mujeres libres”, racconta quei giorni indimenticabili.
La prima tappa della navigazione è Tangeri, dove il mare è speranza di futuro anche per i giovani abitanti, che dalla fine del regime internazionale vedono nella vicina Spagna la possibilità di migliorare la loro vita e realizzare i propri sogni.
Il viaggio prosegue verso Bari, dove incontriamo Violeta, un’immigrata albanese
che racconta il suo difficile cammino d’integrazione e poi fa rotta alla volta di Sousse, città tunisina, dove la cantante Mouna Amari e il musicista Mauro Pagani, grazie alla musica, mirano a rinsaldare il ponte fra oriente e occidente, per dimostrare che il Mediterraneo è il Mare Nostrum, un mare che dovrebbe unire invece che separare. Da questo sodalizio nasce una versione inedita della canzone Sidun, sull’omonima città libanese martoriata dalla guerra, che rivive nelle immagini di repertorio e nella memoria dei marinai.
Il viaggio continua a Lampedusa, dove toccano terra gli immigrati africani e poi riprende e risale l’Adriatico. Il mare, custode silenzioso delle guerre di ogni tempo, rinnova la memoria di Ivana, abitante di Dubrovnik, penultima tappa del viaggio, che nelle pagine del suo diario, scritto da bambina durante la guerra civile del 1991 descrive l’arrivo delle navi da guerra e i bombardamenti sulla città.
Alla fine la nave getta l’ancora nel porto di Genova. Questa città, come le altre del viaggio, ha una storia legata al mare da raccontare. Dal mare, infatti, arrivano le donne nigeriane che, costrette a prostituirsi, vedono svanire il loro desiderio di libertà e di riscatto sociale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2011
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