Anzani vuol dire continuità

L'attuale vicesindaco è pronto per il passaggio di testimone. «L'opera ambiziosa è il nuovo centro del paese. E sull'ambiente è necessario collaborare con tutti i soggetti interessati»

È il vicesindaco uscente, è da vent’anni in politica, nella Lega e in consiglio comunale e per la prima volta concorre alla carica di primo cittadino. Fabrizio Anzani, 40enne dirigente per una grande azienda di consulenza aziendale, sposato con due figli, sarà il candidato di una lista espressione dell’area politica che comprende il Carroccio e il centrodestra oltre ad alcuni indipendenti.

Anzani, prosegue la sua collaborazione con il sindaco uscente Galliani: la vostra compagine è espressione di pura continuità?
«Direi di sì: raduniamo appartenenti alla Lega, al PdL e altre persone che hanno già lavorato con noi e condividono il nostro programma. Ci sono molte conferme e qualche novità ma la linea condivisa è quella delle ultime legislature».
 
Della “squadra” non fa più parte Antonio Cellina, che ha preferito costituire una propria lista. Come spiega questa situazione?
«A febbraio ci fu una riunione tra tutti i consiglieri di maggioranza per decidere chi si sarebbe candidato a sindaco. Undici persone votarono me, una persona votò entrambe: da quel momento iniziò una trattativa che si è protratta fino a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Personalmente ho chiesto a Cellina di rientrare con noi, la risposta è stata una contrattazione su eventuali “poltrone” e questo è un gioco che non accetto. In merito a quanto detto sugli assessorati, semplicemente gli venne chiesto di scegliere tra quello a Cittiglio e quello in Comunità Montana per dare l’opportunità anche ad altri di svolgere un’esperienza importante».
 
Detto questo, teme lo spostamento degli equilibri politici in paese?
«Non lo so, ma sono convinto che sia la mia squadra, sia la gente di Cittiglio abbiano notato la mia trasparenza totale nella gestione di questa trattativa. Non ho motivi di interesse o di ambizione personale e quindi vado avanti con il mio team con cui ritengo di avere buone possibilità di giocarmi la vittoria elettorale. Sarà senz’altro più difficile ma ho preferito evitare compromessi».
 
L’amministrazione in carica governa il paese da dieci anni: come pensa di rilanciare un’azione che fisiologicamente rischia di rallentare?
«Innanzi tutto voglio portare in prima persona il know-how accumulato nel mio mestiere. Il mio programma innanzitutto pensa a rendere più efficiente il Comune tramite l’introduzione di processi lavorativi ben precisi. Un modo per seguire i cittadini più da vicino ma anche di mettere i nostri dipendenti nelle migliori condizioni di operare; naturalmente poi le stesse regole varrebbero per gli amministratori. Per quanto riguarda un’area su cui puntare, io penso ai servizi sociali cui già ora destiniamo oltre il 10% del bilancio; finora ci siamo occupati di chi è in difficoltà e continueremo a porvi grande attenzione, però ritengo giusto che si inizi a pensare al benessere generale delle persone. A riguardo abbiamo già stretto sinergie con Laveno per realizzare la ciclabile che unisce i due comuni e con le Ferrovie Nord per destinare la stazione a centro policulturale.
 
A livello di lavori pubblici invece, quali sono le vostre idee?
«Il sogno maggiore è quello di rifare un centro cui graviti il paese. L’idea è quella di creare una piazza nella zona nei pressi dell’incrocio tra la statale e la strada per Vararo dove esistono alcuni caseggiati fatiscenti. Il lavoro è già previsto nel Pgt e prevede la creazione di uno spazio su cui insistano negozi ad hoc, un ufficio pubblico, una zona giochi; inoltre chi costruirà dovrà edificare quella palestra che manca, in modo da renderla fruibile alle due scuole. Un’opera che non dipende solo da noi ma che è focale per cambiare volto al paese».
 
Veniamo alla questione ambientale, resa calda dalla presenza del cementificio e delle sue lavorazioni. Come vi ponete a riguardo?
«Credo che nell’occasione il Comune abbia un po’ peccato nell’informazione ai cittadini, e questo è un tema che va oltre al caso Colacem e che verrà senz’altro migliorato. Però non prendo lezioni da Cellina che a settembre disse che sulla cementeria non c’era bisogno di fare altra informazione. Al di là di questo però credo che la nostra amministrazione non debba rimproverarsi altro; ora guardiamo avanti e pensiamo in via generale di istituire un ufficio ecologia comunale che si occupi di tutte le tematiche ambientali. Poi è necessario lavorare insieme al comitato di cittadini che si è costituito, alla commissione nata nel Comune di Gemonio e a mio avviso sarà doveroso coinvolgere il CCR. Abbiamo a pochi chilometri una struttura all’avanguardia, potremmo integrare i parametri dati dall’Arpa con i loro e far collaborare al progetto l’azienda stessa. Sempre a livello comunale poi, daremo una delega all’ambiente a un consigliere di maggioranza: non l’ho ancora individuato ma certo ci sono alcuni papabili».
 
Infine confessi: c’è qualcosa rimasto incompiuto?
«Bisogna dare una quarta sezione all’asilo, perché la gente ne ha bisogno e in questi casi non si possono escludere le persone. Va ancora messo in sicurezza il ponte di Cittiglio Alto così come va conclusa l’estensione delle struttura del parco feste, cui va aggiunta la sistemazione dell’illuminazione».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2011
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