Ballarin punta sull’esperienza per centrare la quarta elezione

Il sindaco uscente guida "Tradizione, sviluppo e territorio"; governò già tra il '93 e il 2001. «Il nuovo municipio sarà l'opera principale»

Non ci risulta appassionato di poker, ma Mario Ballarin, 60 anni, cerca proprio quello dalla prossima tornata elettorale. Medico condotto, sposato, due figli, se vincerà le amministrative diventerà sindaco di Cocquio Trevisago per la quarta volta (la prima nel 1993): per riuscirci Ballarin ha saputo coalizzare le forze di Lega («ma io non ho mai avuto tessere») e centrodestra che cinque anni fa si presentarono separate.

Sindaco Ballarin, ci dica innanzitutto come siete riusciti a ricreare una lista unita dopo i dissidi del 2006.
«Anche allora ci furono trattative che poi non si conclusero con un accordo. Questa volta, anche grazie alla mia intermediazione, siamo riusciti a coalizzare le forze e a comprenderle in “Tradizione, sviluppo e territorio per Cocquio”».

I suoi avversari però le rinfacciano la mancanza di volti nuovi, e soprattutto l’età media molto alta della lista. Come risponde a queste accuse?
«Siamo senz’altro una lista molto esperta: mi sembra un pregio. Anche perché, nel caso vincessero i nostri rivali, chi avrebbe la capacità di rivestire ruoli da assessore? Noi diamo garanzia di competenza di amministrazione, cosa che non si crea da zero; inoltre le persone che abbiamo inserito arrivano da esperienze professionali molto importanti».
 
Leggendo il vostro programma si vede un forte interesse verso le opere pubbliche. Come farete per i finanziamenti?
«In questo campo vogliamo anzitutto proseguire su una strada già tracciata: il marciapiede di Caldana e parte di quello di via Milano sono già finanziati e progettati mentre per il nuovo Municipio abbiamo messo a bilancio 1,2 milioni. Questa dovrà essere l’opera principale, anche se la discussione sul dove farlo sorgere è ancora aperta; la riteniamo fondamentale perché da troppo tempo Cocquio ha una sala consiliare lontana dalla sede comunale, una biblioteca troppo piccola, molte associazioni senza una base propria. Il municipio dovrà quindi essere più di un mero edificio: finora purtroppo i pochi soldi a disposizione degli enti locali ci hanno un po’ frenato ma confidiamo nel nuovo regime di federalismo fiscale. Cocquio è un comune virtuoso e dovrebbe ricevere un aumento dei contributi. Inoltre la costruzione di una nuova sede sarebbe finanziata dalla vendita di quella attuale e della ex scuola “Maletti” che porterebbe denaro nelle casse comunali».
Cosa la rende più contento di questi cinque anni di amministrazione?
«Il fatto che siamo stati accusati di aver fatto poco e invece, quando mi guardo indietro, vedo una lunga serie di operazioni. Parliamo per esempio delle fognature, che non si vedono ma sono fondamentali: sono stati realizzati due tratti molto importanti che di fatto chiudono la rete in tutto il paese, salvo rarissime zone. La palestra aveva avuto grossi problemi e noi li abbiamo superati, risolvendo i guai a pavimento e riscaldamento e fornendola di una tribuna telescopica: completeremo i lavori agli spogliatoi e l’avremo a disposizione a tutti gli effetti. E già che siamo in zona: nel plesso scolastico abbiamo investito parecchio tra ampliamento, mensa, isolamento e caldaie. Ora abbiamo un polo quasi perfetto e funzionale. Insomma, mi pare che i risultati siano arrivati in tanti campi». – Nella foto: Ballarin (al centro) tra il consigliere regionale Longoni e il senatore Rizzi durante la presentazione della lista –
 
Che intenzioni avete, invece, per far vivere il paese e per spingere i cittadini a frequentarlo?
«Nel corso dell’ultimo quinquennio un altro risultato importante è stato quello di far nascere una Pro Loco che a Cocquio mancava. Questa ha subito iniziato a svolgere bene il suo ruolo, che andrà potenziato: coordinare le attività delle tante associazioni già attive sul territorio e organizzare altre manifestazioni. Qui si inserisce l’importanza della cultura: la vivacità non manca e vogliamo coltivarla, basti pensare per fare un’esempio all’esperienza unica e di alto livello che sta portando avanti Menta e rosmarino».
 
Lei di mestiere fa il medico: che impegni ha preso e prenderà in campo socio-sanitario?
«La crisi degli ultimi anni ha senz’altro aumentato il numero delle persone in difficoltà; abbiamo cercato di aiutarli favorendo l’accesso a quei programmi di sostegno come la “dote scuola” o il contributo per gli affitti mettendo a disposizione il comune per le pratiche necessarie. È inoltre stato acquistato un pullmino per il servizio anziani che viene utilizzato per portare le persone dalle frazioni al Centro commerciale; a questo si aggiunge il “Doblò” attrezzato per gli invalidi avuto in comodato d’uso grazie a una convenzione con una serie di aziende locali. Servizi importanti che si possono implementare anche grazie a volontari che verranno sempre più coinvolti nella collaborazione. Stiamo anche pensando all’istituzione di un numero verde contattabile da chi ha bisogni in questo campo e stiamo lavorando a una convenzione con l’Asl in modo da usare gli ambulatori per effettuare prelievi e altre pratiche che altrimenti andrebbero svolte in sedi esterne al paese».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2011
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