Biblioteche, musei e altro: i comuni provano a “trasformare” le stazioni

Sono 63 gli enti che hanno aderito al bando della Regione per riqualificare le strutture. Tosi, Pd: «Sono pochi. Serve un fondo di rotazione per finanziare le ristrutturazioni»

Ristrutturare e riqualificare. Si gioca su queste due parole la differenza fra PD e Giunta regionale sul tema delle stazioni ferroviarie. Dopo l’indagine sul campo svolta dal Partito democratico in tutta la Lombardia e anche a Varese, la proposta che nata era quella di costituire un fondo di rotazione regionale per dare risorse ai comuni che avessero voluto ristrutturare le stazioni (nella foto un’immagine scattata in provincia di Varese in occasione dell’indagine). In febbraio la Regione ha emesso un bando per "riqualificare e migliorare le stazioni ferroviarie", che non prevede però nessun impegno finanziario regionale.
E proprio per conoscere l’esito di questo bando, il consigliere regionale varesino Stefano Tosi ha presentato un’interrogazione all’assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo. «Nelle strutture lombarde il degrado è evidente – ha affermato Tosi -. Il nostro obiettivo è trovare una soluzione comune per migliorare la situazione, soprattutto per le centinaia di migliaia di passeggeri che ogni giorno vi transitano. Se il numero di adesioni è insoddisfacente, diamo più tempo ai comuni e cerchiamo di trovare delle risorse».
Ma secondo Cattaneo, i risultati sono invece positivi e incoraggianti: 63 richieste su un totale di 258 stazioni, 38 per strutture che appartengono a RFI (due varesine, Leggiuno e Maccagno) e 25 della rete di Ferrovienord (otto varesine: Caronno Pertusella, Castellanza, Cittiglio, due a Gemonio, Laveno Mombello, Lonate Pozzolo, Vedano Olona). «Voglio sottolianeare – puntualizza Cattaneo – che il bando era per la riqualificazione e non la ristrutturazione . Vuol dire mettere a disposizione questi spazi per le comunità».
Molto varie le proposte arrivate all’assessorato: dall’attivazione di aree museali, a centri di accoglienza per padri con figli minorenni, alla realizzazione di biblioteche civiche e sedi per la protezione civile. Ma Cattaneo non esclude di «riaprire il bando e valutare la possibilità di reperire risorse da RFI e Ferrovienord».
Un risultato, quello delineato dall’assessore, che non soddisfa il Pd. «Il 25 per cento di richieste – conclude Tosi – è un numero limitato. Il nostro obiettivo dovrebbe essere invece quello di coinvolgere sempre di più i comuni».
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2011
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