Brughera: “Sarò un volontario al servizio del mio paese”

Il candidato del Popolo della libertà presenta la sua squadra. Ascolto dei cittadini e comunicazione sono alla base del suo programma

angelo brughera pdl brebbiaAngelo Brughera è il candidato sindaco del Popolo della Libertà alle elezioni di Brebbia dei prossimi 15 e 16 maggio.

 

Ci racconti qualcosa di lei…
«Ho quarantanove anni e vivo a Brebbia da Sempre. Lavoro come imprenditore a Novara e mi occupo da tempo di sport. Sono Agente Fifa di calciatori e dirigente della Primavera del Varese Calcio. Ho frequentato la scuola dello sport del Coni».

 

Che cosa la lega di più al suo paese?
«Sono nato qui e ho vissuto qui per cinquant’anni. Brebbia è la mia vita per gli affetti, per essere stata il luogo che ha fatto da sfondo a tutto il mio percorso, perché ho fatto parte di tante realtà, conosco il paese e mi piace impegnarmi per renderlo migliore. Mi sento un volontario di Brebbia».

 

Come si è avvicinato alla politica?
«In realtà sono nuovo della politica. Anche se da tempo mi occupo attivamente della vita del mio paese. Sono stato per quattro anni il presidente della Pro Loco e per altri cinque del Brebbia Calcio. Conosco bene i miei concittadini e le loro esigenze e quando mi è stato chiesto di dedicarmi in modo concreto alla politica cittadina ho accettato».

 

Come descrive il suo gruppo?
«Mi piace chiamarli la mia squadra. Siamo un gruppo di persone provenienti da esperienze diverse ma tutti impegnati a diverso titolo nella vita locale. Abbiamo a cuore il bene comune, condividiamo l’idea di un paese moderno, innovativo, competitivo, sicuro e aperto alla solidarietà».

 

Qual è la prima cosa che farebbe se venisse eletto?
«Vorrei recuperare il dialogo tra l’amministrazione e il cittadino. Inoltre lavorerei immediatamente per definire un piano di governo del territorio realmente condiviso con la cittadinanza. In questi anni il paese si è chiuso in se stesso: un’amministrazione invece deve comunicare con l’esterno, sia con i cittadini che con chi vive fuori dal comune. Infine vorrei risolvere la questione di Villa Terzoli: ci sono degli uffici del comune che occupano spazi che invece andrebbero destinati ad altro. C’è un progetto per ristrutturare lo stabile alle spalle del comune bisogna capire se è fattibile e lavorare per trovare una soluzione».

 

Quali sono le linee generali del vostro programma?
«Il programma è nato dall’ascolto delle persone. Molti chiedono più servizi e maggiore sicurezza. Ci sono inoltre alcuni problemi, come quello della viabilità o il fatto che in alcune zone manca ancora la fognatura, che da tempo si trascinano e che non sono ancora stati affrontati. Ma aldilà dei singoli interventi c’è un valore che ha bisogno di essere recuperato, quello della centralità del cittadino nella comunità. Bisogna ritornare a incontrarsi e a discutere. Vorremmo favorire i momenti di dialogo pubblici e fare in modo che le persone tornino a frequentare la piazza, ormai abbandonata». Guarda il programma in dettaglio

 

Di quali interventi secondo lei ha più bisogno il centro?
«Dal punto di vista del commercio il nostro centro è messo in difficoltà dalla grande distribuzione collocata dei dintorni. Tra i nostri impegni c’è quello di cercare di mantenere i negozi esistenti e agevolare chi vuole aprire una nuova attività. Dal punto di vista turistico invece ci piacerebbe incentivare la formula del bed and breakfast e promuovere degli itinerari per far scoprire il territorio ai cittadini e a chi viene da fuori. Occorre infine lavorare sulla siurezza per riorganizzare la polizia locale e potenziare il monitoraggio del territorio».

 

E le frazioni?
«In alcune zone periferiche mancano ancora dei servizi fondamentali come la fognatura. Ci sono inoltre delle strade che devono essere sistemate e asfaltate». 

 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2011
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