Cantù sogna la finale, ma la Cimberio è pronta a svegliarla

Scattano mercoledì sera i playoff scudetto. Recalcati: «Inseriamoci nelle loro certezze. Ho sensazioni positive». Rannikko e Kangur a rischio: la loro presenza si decide all'ultimo

Ci sono gli assistenti Guido Saibene e Matteo Jemoli che lavorano al computer con la musica degli Ac/Dc a volume alto, Daniele Demartini che prima di allenarsi si sottopone alle "cure" del preparatore Armenise, Diego Fajardo che dimentica la caviglia rovinata per un supplemento di esercizi in difesa e Ron Slay che rifiuta la richiesta di un tifoso di mostrare i bicipiti, rimandandolo però «a domani sera, a Cantù».
E poi, nel ventre del PalaWhirlpool, in attesa di inziare l’ultimo allenamento varesino, c’è Carlo Recalcati, uno che se fosse slavo, lo chiamerebbero "santone della panchina" e invece è italiano e allora si deve accontentare di un generico "veterano" con le sue 17 serie di playoff alle spalle e soprattutto con quella che gli si para davanti.
Recalcati, un milanese che allena Varese contro la "sua" Cantù: non è una novità ma a pensarci bene fa sempre un certo effetto. Recalcati, che nell’ultimo scontro tra prealpini e brianzoli ai playoff (1990) era sulla panchina della Vismara battuta dalla Ranger e che dodici anni fa andò a prendersi anche al "Pianella" due punti per la cavalcata scudetto dei Roosters. Recalcati che non ha problemi a leggere la serie dei quarti di finale degli spareggi-scudetto che dalla sera di mercoledì (si gioca alle 20,30, diretta sulla pay-tv) metterà di fronte per l’ennesima volta le due "provinciali-capitali" del basket italiano.
«Se li buttiamo fuori, per loro cominciano i problemi - è la prima frase del Charlie – perché sono convinti di andare dritti in finale e in Eurolega, e nel caso ciò non accadesse in molti parlerebbero di stagione fallimentare. Noi dobbiamo inserirci in queste loro certezze e provare a usare le nostre armi tecniche e tattiche per passare il turno».
Armi che però avranno bisogno di soldati in forma e la situazione della Cimberio non è delle migliori: «Fajardo e Slay ci saranno, Stipcevic pure fin dal principio. Mi preoccupano invece il Kangur visto fino a martedì (distorsione ndr) e la botta al polpaccio di Rannikko: valuteremo all’ultimo il loro impiego perché forse è meglio saltare una partita ed essere in forma per le altre, piuttosto che rischiare su una condizione già precaria».
Il diktat tecnico è comunque già definito: «Per una volta possiamo provare ad avvantaggiarci a rimbalzo (domenica, ultima di stagione regolare, il pacchetto lunghi era di fatto ridotto ai soli Talts e Galanda ndr) mentre dovremo limitare al massimo le palle perse. Se ciò avviene, potremo giocarci le nostre carte anche al "Pianella". Poi, a livello di serie serrata, diventerà determinante la condizione: se in gara1 non avremo due giocatori, gli altri saranno costretti a uno sforzo supplementare che poi rischiano di pagare. Goss, per esempio, non può certo giocarsi una serie con 37′ in campo ogni sera. Per cui resta fondamentale recuperare tutti i giocatori».
Giocatori che, a sentire il tecnico, sono pronti per la supersfida: «Per quello che conta, ho sensazioni positive. I ragazzi sono carichi, conoscono la storia e il significato del derby, hanno un bel rapporto con i nostri tifosi e sanno quanto sia importante vincere questa serie, anche per loro. Il fatto che siano bersagli degli insulti, come è capitato a Galanda domenica, fa parte del gioco: quando io ero in campo le parolacce mi esaltavano. Intanto mi dicono che sia al Pianella sia qui ci sono code ai botteghini per le diverse partite in programma e ciò è bello e fa parte del colore e delle aspettative che circondano il derby. E il fatto che i tifosi ospiti siano ammessi nei due palasport dev’essere preso come un esame di maturità: mi auguro di cuore che non ci siano problemi di sorta».
Infine, un paio di botta e risposta. La prima su un calendario che mette le partite a distanza di due soli giorni: «A me non dispiace: se vinci non hai il tempo di esaltarti e devi subito rimetterti in gioco, se perdi hai voglia di ricominciare immediatamente a raddrizzare la situazione». La seconda è una battuta su Slay, uno dei possibili uomini-chiave: «Dopo cinque anni, finalmente farà i playoff del campionato italiano. Vediamo quanto regge con il fisico e con la testa: un’incognita per tutti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2011
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